giovedì 8 marzo 2007

Quelle col burqa... made in Occidente

Oggi è la festa delle donne. Voglio fare a tutte gli auguri con un video di Daniela Binello sulle donne afgane.
Lo voglio dedicare a tutte le donne col burqa: quello di stoffa, ma anche quello invisibile e culturale
alle suore col velo che non possono celebrare messa e non possono sposarsi per una innaturale legge di castità
a tutte le donne che subiscono maltrattamenti in famiglia
a quelle sole, per volere e per forza
a quelle che lavorano e quelle che stanno a casa
a quelle che vorrebbero lavorare, ma non possono
a quelle che subiscono mobbing
a quelle della TV e a quelle che per fare TV devono passare dall’ufficio di un portavoce
a quelle che hanno un figlio e a quelle che vorrebbero averlo
a quelle che fanno l’inseminazione all’estero perché è consentita e a quelle che purtroppo non se lo possono permettere
a quelle eterosessuali e a quelle omosessuali
a quelle che fuori sono uomini, ma dentro donne
a quelle che sono diventate donne anche fuori e a quelle che non possono permetterselo
a quelle che ce l’hanno fatta, ma soprattutto a quelle che non ce la faranno mai
a quelle che i diritti ce li hanno e soprattutto a quelle a cui non li riconoscono.
A tutte quelle che non hanno mai visto l’Afghanistan o un ospedale afgano, ma senza diritti e pari opportunità l’Afghanistan lo subiscono ovunque.

Guarda il video cliccando qui

martedì 6 marzo 2007

Ricarico il telefonino e non pago la tassa. Che bello

Ho appena parlato con un compagno del Dipartimento economico della Presidenza del Consiglio. Mi ha spiegato che, con le riforme di Bersani, alcune cose concrete sono già cambiate e che altre stanno cambiando. Voglio condividerne pubblicamente alcune.Ho appena ricaricato il mio telefonino con scheda Tim e, per la prima volta, non ho pagato nessuna (dico nessuna) tassa di ricarica. Calcolando che facevo in media una ricarica al mese (5 euro a ricarica), risparmierò 60 euro all’anno.Mi ha poi spiegato che non c’è più il limite di distanza tra un distributore di benzina e l’altro, quindi sarà più facile installare una nuova pompa di benzina: e dunque la mente mi va alla situazione del mio paese, dove ci sono voluti anni per riuscire a ottenere una nuova licenza, dato che nello stesso comune ve ne erano altre, seppur molto distanti dal centro abitato (una a Castelsilano e l’altra sulla super strada, a Ponte di Neto).

Non devo ancora cambiare la mia auto, ma il mio compagno mi ha spiegato che quando lo farò non dovrò pagare le spese del PRA (Pubblico Registro Automobilistico), che normalmente ammontavano a circa 50 euro. Inoltre, se faccio un incidente, la mia compagnia mi deve risarcire immediatamente. Poi tutta la pratica burocratica se la sbrigherà la mia compagnia con quella della persona con la quale ho fatto l’incidente.Mi ha anche detto che alla posta potrò pagare le mie bollette con carta di credito, dato che non porto mai contanti appresso per paura di essere scippato o di perdere il portamonete. Se poi vado a fare la spesa al supermercato, mi ha assicurato che potrò trovare là anche i giornali e alcuni farmaci per i quali non serve ricetta anche, rassicurandomi, però, che a consigliarmi ci sarà sempre un farmacista, poiché ora potrà avere la licenza anche chi non è figlio, parente o amico di un farmacista (vi ricordate? prima la licenza poteva averla anche chi non aveva la laurea, purché parente di un farmacista e non poteva averla un giovane laureato).

Se invece vorrò cambiare banca per il mutuo di casa mia, potrò farlo senza pagare l’estinzione. Della cosa posso discuterne anche con il mio avvocato di fiducia, che ora potrà farmi pagare una tariffa più bassa perché non c’è più la tariffa minima obbligatoria e che era sempre molto salata. L’ultima cosa che mi ha spiegato, è che il risparmio annuo medio per famiglia sarà di circa 550 euro, che non è poco. Ecco come sarà ripartito.

Telefonia – Abolizione costi di ricarica e scadenza, € 188
Alimentari – Maggior chiarezza su data di scadenza, € 100
Low cost – Trasparenza tariffaria, € 30
Benzina – Maggior concorrenza, € 80
Rca – Maggior concorrenza, € 83
Poste – Ritardo lettere/rimborso francobolli, € 11
Parrucchieri, Estetisti, Cinema, Edicole, Tabaccai – Misure per incentivare la concorrenza, € 58

TOTALE, € 550

lunedì 5 marzo 2007

Mamma li comunisti a Sanremo

La notizia è di quelle preoccupanti: i bolscevichi redivivi hanno occupato Sanremo e il teatro Ariston. Altro che signore dell’alta borghesia, dirigenti Rai, nani e ballerine, giornalisti e jet-set vario. Chi l’ha fatta da padrone a questo 51° Festival sono stati i comunisti. Per la precisione: Serena Autieri (attrice), Antonio Caprarica (giornalista), Claudio Coccoluto (deejay), Alessandro D’Alatri (regista), Maurizio De Angelis (musicista e compositore), Massimo Ghini (attore), Giancarlo Magalli (conduttore televisivo), Barbara Palombelli (giornalista), Alba Parietti (conduttrice televisiva), Lunetta Savino (attrice).
Chi non se li ricorda sui cantieri, mimetizzati tra gli operai, con il cappello a barchetta fatto con la prima pagina de l’Unità, a sobillare i lavoratori contro lo Stato borghese. E di notte, negli umidi e bui seminterrati romani del quartiere San Lorenzo, con gli occhi arrossati dal fumo di decine di sigarette, a stilare i volantini delle BR-PCC.
Già, perché se non ve ne siete accorti, “la giuria di qualità del Festival ha dato voti strumentali, da pseudo-intellettuali di Sinistra”, come ci fa notare Gianni Bella, che quando non canta si dedica ad attività di spionaggio contro i movimenti sovversivi clandestini.
Se in giuria ci avessero messo, a esempio, Marcello Veneziani, Pierfrancesco Pingitore, Mike Bongiorno, Pippo Franco ed Elisabetta Gardini, sicuramente avrebbero vinto Gianni e Marcella Bella.
I due, invece, con la giuria comunista della Parietti (che tra l’altro gli ha dato 7 come al comunista Paolo Rossi), insieme ai comunisti che votavano da casa, sono stati danneggiati perché Marcella Bella “si è presentata nel 2004 alle elezioni europee per Alleanza Nazionale” (ma chi lo sapeva?).
Ma è mai possibile che in Italia, appena si trova un po’ di spazio per qualcosa che va oltre la banalità e la leggerezza, viene fuori un Gianni Bella, un Fred Bongusto o un Lando Buzzanca che tira fuori la tiritera dei comunisti?
Gianni e Marcella Bella hanno scritto e cantato molte belle canzoni, ci hanno regalato dolci emozioni estive, quando si cantava in gruppo Più ci penso e Montagne verdi. Erano i momenti di leggerezza, quando in compagnia volevamo giocare, divertirci, non pensare. Quando volevamo fregarcene: perché ci sono anche i momenti in cui uno deve spegnere la testa e rilassarsi.
Quando volevamo, invece, pensare, riflettere, discutere di cose più serie – perché ci sono anche momenti così – ascoltavamo e cantavamo altro: De André, Guccini, De Gregori. Che c’è di male? Nella vita c’è la necessità di vivere entrambi i momenti, ed entrambi sono legittimi, così come i cantanti che li rappresentano.
Ecco, bisognerebbe riconoscere che la differenza sta qui: tra chi vuol far pensare e chi vuol farci rilassare, che non significa che i primi sono bravi e i secondi no.
In questo Festival – eccezione rara – ha vinto chi vuol far pensare. Vogliamo fare un piccolo paragone?
Cristicchi:
Mi chiamo Antonio e sono matto/ Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino/ Credevo di parlare col demonio/ Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio […]
Io sono come un pianoforte con un tasto rotto/ L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi/ E giorno e notte si assomigliano/ Nella poca luce che trafigge i vetri opachi/ Me la faccio ancora sotto perché ho paura/ Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura/ Puzza di piscio e segatura/ Questa è malattia mentale e non esiste cura […]
La mia patologia è che son rimasto solo/ Ora prendete un telescopio… misurate le distanze/ E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso? […]
Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto/ Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro/ Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi/ Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi

Bella:
Nel dolore e nella felicità/ Sappi che io sono la tua metà sì/ Nella primavera nell'altra età/ O di inverno chiusi nella città sì/ Per sempre per sempre […]
Ancora noi sì/ Dentro questo mondo di ostilità/ Volando in mezzo a un cielo di libertà/ Tenendoci per mano uniti là/ Davanti a un destino che arriverà/ Per sempre forever […]
La sincerità, nella nostra casa io e te/ Tutto quello che/ Dimmi che cos’altro c’è/ Per sempre forever

A me sembra che una differenza tra i due brani ci sia: penso che la giuria e il pubblico abbiano scelto per questa differenza e non per le elezioni europee del 2004.

domenica 4 marzo 2007

E se Paolo Rossi incidesse anche La ballata di Renzo?

Sanremo il festival dei fiori e della canzone d’amore? Quella leggera e disimpegnata? Si, ma questa volta è successo qualcosa…
Già nella prima volta de l’Ulivo al Governo avevamo visto segnali positivi anche a Sanremo: ve lo ricordate il Festival di Fabio Fazio affiancato nella conduzione dal noto premio Nobel Dulbecco? Anche quello fu un festival diverso e innovativo.
Questa volta ha vinto la sezioni giovani un brano contro la mafia e sulla morte di Falcone e Borsellino.
Ha vinto la sezione big (e dunque il Festival) un brano sulle persone con disagi mentali.
Insomma, il primo Sanremo del ritorno de l’Ulivo nel quale ha trionfato la canzone impegnata e dai temi sociali e che, per giunta, incontra anche il gran favore del pubblico. Che bello, in questo caso, essere smentiti dai fatti.
Un Sanremo che forse sarebbe piaciuto anche a Luigi Tenco, che cantò l’Italia vera, sofferente e contraddittoria del Boom economico e fu invece umiliato dalla leggerezza della canzone finta e spensierata.
Un Sanremo, questo, dove il piccoletto (ma grande) Paolo Rossi ha potuto cantare persino un brano del geniale Rino Gaetano.
Un Sanremo dell’era Unione, insomma, che ha dato un forte segnale di cambiamento, al quale spero che corrisponda un nuovo trend anche per il futuro, dove la canzone impegnata possa trovare spazio e seguito.
Un Sanremo nel quale, probabilmente, a Paolo Rossi, reduce dalla censura del suo spettacolo sulla Costituzione, forse questa volta avrebbero fatto cantare persino un altro grande inedito di Rino Gaetano: La ballata di Renzo.
Si tratta di una canzone che Rino Gaetano scrisse agli inizi degli anni Settanta e che non gli fecero incidere perché “troppo forte, troppo dissacratoria ed esagerata” e un vero pugno nello stomaco del potere e dei governi di allora.
Un brano in cui il protagonista, vittima di un incidente automobilistico per le strade di Roma, veniva sballottato in cinque diversi ospedali della capitale perché in nessuno c'era disponibilità di posti letto, e viaggiando da un ospedale all’altro ci lasciava le penne.
La cosa è davvero spaventosa e profetica se si pensa che, circa dieci anni dopo (il 2 giugno del 1981), Rino Gaetano fece un incidente automobilistico sulla Nomentana, verso le tre di notte, e fu a sua volta sballottato, per mancanza di posti letto, per cinque ospedali romani fino alle sei del mattino, quando sopraggiunse la morte.
Tre degli ospedali che rifiutarono soccorso a Rino Gaetano erano citati nella sua canzone La ballata di Renzo: il San Camillo, il Policlinico e il San Giovanni.
La canzone, poi, si chiudeva con il paradosso che nemmeno al Verano c’era posto per la sepoltura. Fortuna che per Rino Gaetano lo hanno trovato: almeno sappiamo dove andare a piangere!

E se adesso Paolo Rossi incidesse anche questa?...

venerdì 2 marzo 2007

Sanremo è sempre Sanremo. Però...

Come promesso a Rossella, faccio un post sulla musica. Per la precisione su Sanremo, di cui finalmente sono riuscito a seguire una puntata..
Il festival di Sanremo è quello dei fiori: ma da che cosa si dovrebbe dedurre?
Il festival di Sanremo è quello dei “papaveri e papere”: ma nel senso di potenti e poveracci;
Il festival di Sanremo è quello della canzone italiana: l’Italia del “piccolo mondo antico”;
Il festival di Sanremo è quello della canzone d’amore: l’amore finto e dai buoni sentimenti;
Il festival di Sanremo è quello della canzone romantica: overdose romantica, miele e “pesantezza del cantar leggero”.
Il festival di Sanremo, insomma, è “Il” festival italiano, perché è una rappresentazione dell’Italia molto vicina alla realtà. Il festival di Sanremo è tutto quello che scrivo sopra, ma con qualche elemento di genialità e qualità.
Ogni volta, infatti, ci trovo qualcosa che si salva.



Quest’anno, ho ritrovato tra gli ospiti d’onore quel prolifico genio del crimine musicale che risponde al nome di Gigi D’Alessio. Gigi, che con quel suo stile superato e vecchio non sbaglia un colpo, macinando successi su successi, ha cantato la canzone con la quale nel 2000 ha esordito a Sanremo: Non dirgli mai. Una canzone accattivante musicalmente (come tutti i suoi brani) e coinvolgente letterariamente: quale adolescente non si è immedesimato nei protagonisti? Eppure una canzone che studio da anni per capire il perché della fine della storia d’amore tra i protagonisti. L’unica risposta che so darmi è che si tratti di due masochisti che godono nel soffrire. Si, perché si sono amati, si amano ancora, una dei due sta con un altro che non ama, pensa al Gigi nazionale che ama ancora (riamata a sua volta), non si rimettono insieme e Gigione le chiede addirittura di “non dire mai” all’altro quanto ha amato Gigi, e quanto lo ama ancora: ma perché, almeno fai soffrire anche lui no? No, non ce la faccio, mi viene la pelle d’oca e da piangere…
Insomma, dicevo, ho ritrovato il Gigione nazional-popolare che, nella veste di baby-nonno (si, è già nonno di una bambina nonostante la giovane età e la fresca storia d’amore con la quasi figlia Tatangelo) è riuscito a fare a pezzi anche il Lucio Battisti di Con il nastro rosa.


Ma non era lui che si salvava: lui è il Sanremo della tradizione.
Mi ha invece colpito positivamente la giovane Sara Galimberti, che con Amore ritrovato si è esibita in un tango che nemmeno il miglior Carlos Gardel o Alberto Marino avrebbero potuto produrre. Un tango e una fisarmonica che accompagnavano una bella voce che, quasi recitando e rompendo lo schema sanremese, cantava l’amore vero: quello incerto, che va e che viene e che si perde o che si ritrova. Insomma, quasi un amore alla De André. Mentre scrivo, di getto, non so come si piazzerà, ma spero vinca la sezione giovani.
P.S. Aggiungo questo post scriptum dopo 24 ore. Non ho sentito Fabrizio Moro e la sua Pensa che ha poi vinto. Ancora adesso non sono riuscito a sentirla, ma penso che sia un successo meritato, anche questo fuori dagli schemi sanremesi. Peccato per la Galimberti, che resta una piacevole sorpresa.

lunedì 26 febbraio 2007

Facciamo un bilancio del viaggio in America Latina

Pubblico il video dell'intervista che ho rilasciato alla web TV di Italian Network (www.italiannetwork.it). E' un'intervista di bilancio sulla mia missione in America Latina. Per poter vedere l'intervista cliccate qui.

L'uomo che non era convinto

Mercoledì sera ci sarà il voto di fiducia al Governo Prodi. Tutta L’unione sembra compatta a votare un “si” incondizionato (o meglio condizionato ai 12 punti del documento programmatico, tra i quali compare al primo posto il potenziamento della politiche verso le comunità italiane all’estero). Dunque la situazione è la seguente.
Il Senatore De Gregorio, eletto in Campania nelle liste dell’IDV, ha detto che voterà “no” anche in barella (perché la Destra a Follini dà del “traditore” e a De Gregorio fa i complimenti?). Il Senatore Pallaro, eletto in Sud America come indipendente, non ha ancora sciolto la riserva, anche se è sempre molto attento a ciò che fa Andreotti (che invece ha già detto che voterà “si”). Stessa cosa per il Senatore a vita Pininfarina. Voterà “no” anche Cossiga, che però si dice pronto a votare “si” se dovesse arrivare la fiducio dell’UDC.
In queste condizioni, dunque, la CDL avrebbe 155 voti, più Cossiga e De Gergorio: 157 in tutto “aspettando Pallaro”.
L’Unione, invece, avrebbe 156 voti più quelli dei senatori a vita Ciampi, Colombo, Andreotti, Levi Montalcini e Scalfaro, più quello del Senatore Follini: 162 in tutto (il quorum richiesto è 161, quindi il Governo andrebbe avanti).
Ma c’è un “ma”. Nei 162 sono compresi i voti dei “compagni” duri e puri: Rossi e Turigliatto, gli artefici del capolavoro della scorsa settimana. I due, si sa, sono pacifisti, ma così pacifisti, da bombardare la maggioranza che ha ritirato le truppe dall’Iraq, ha chiesto agli americani di non ampliare la base di Vicenza, ha fatto la politica estera più a Sinistra delle storia d’Italia, per far tornare al Governo una maggioranza che ha spedito le truppe italiane in Iraq, ha autorizzato in gran segreto gli americani ad ampliare la base di Vicenza e ha prodotto la politica estera più appiattita all’America della storia d’Italia.
Rossi e Turigliatto, dunque, sono il miglior avamposto della Destra, l’arma più potente che possiede Berlusconi per far saltare in aria il Governo di Centrosinistra. Sentite, infatti, cosa dice, ancora oggi il nostro turbo-pacifista Turigliatto: “La decisione di votare la fiducia la prenderò solo domani perché sto ancora riflettendo. Ci sono molte parti dei dodici punti presentati da Prodi che non mi convincono”. Ma poi aggiunge: “Non voglio certo la Destra al governo e mi sento responsabile verso la coalizione con cui sono stato eletto”. Bravo!... Ma l’ha capito che per non mandare la Destra al Governo e far saltare tutto in aria ha un solo modo: votare la fiducia nonostante non sia convinto?
Sull'argomento leggete il trafiletto di Michele Serra: I cavalieri dell'Ideale

giovedì 22 febbraio 2007

Sono tornato dalla Merica… Adesso dò i numeri

Come sintesi del viaggio appena conclusosi in America Latina, in questo momento voglio solo dire che la cosa che finalmente ci procurava motivi di soddisfazione, sia tra gli italiani all'estero che tra i rappresentanti istituzionali e politici degli altri paesi, era la politica estera di questo Governo. Peccato che qualche ottuso della nostra maggioranza non se ne sia accorto.
Dunque, adesso non ho voglia di scrivere sui risultati positivi raggiunti in America Latina, perché mi viene solo di "dare i numeri".

Durata della missione 11 giorni (di cui 2 per il viaggio A/R)

Paesi attraversati 2 (Brasile e Argentina)

Città in cui si sono tenuti incontri 6 (Salvador de Bahia, San Paolo, Curitiba, Porto Alegre, Rosario, Buenos Aires)

Ore totali di volo 39 (compresi i voli interni)

Miglia di volo percorse 17.314 (KM 27.858,226)

Numero complessivo di riunioni 25 (concentrate in 9 giorni)

Ore complessive di riunioni 50 (approssimate per media di riunione più il seminario)

Curiosità
Brasile
Superficie 8.547.393 Kmq
Abitanti 183.552.000
San Paolo 10.677.000 ab. (18.630.000 aggl. urbano)

Gli italiani di San Paolo 2 milioni: quanto 2 Reggio Calabria, 3 Cosenza, 3 Catanzaro, 11 Crotone e 11 Vibo Valentia
L’intera Calabria 2.011.466 abitanti

Salvador 2.556.000 ab. (3.183.000 aggl. urbano)
Curitiba 1.671.000 ab. (2.974.000 aggl. urbano)
Porto Alegre 1.394.000 ab. (3.878.000 aggl. urbano)

Gruppi etnici
Bianchi 54%
Mulatti e meticci 38,5%
Neri 6% (La popolazione nera più grande al mondo dopo la Nigeria)
Amerindi 0,4%
altri 1,1%

Primo grattacielo in Sud America: Edificio Martinelli, progettato dall'ingegenere italiano nel 1929
Grattacielo degli anni '60 più alto di San Paolo: Edificio Italia

Argentina
Superficie 2.780.400 Kmq
Abitanti 36.260.000
Buenos Aires 2.776.000 ab. (11.460.000 aggl. urbano)
Rosario 908.000 ab. (1.161.000 aggl. urbano)
Percentuale di donne al Parlamento argentino: 38%

Terreno pianeggiante a disposizinoe di ogni mucca argentina: un ettaro

Bandiera argentina: disegnata e voluta nel 1812 dall'intellettuale Manuel Belgrano, italiano della Liguria, ispirato da uno sguardo verso il cielo mentre si trovava sulle rive del fiume Paraná nella località dove sorge l'attuale città di Rosario. Una statua equestre di Belgrano è stata innalzata davanti alla Casa Rosada, sede del Governo argentino a Buenos Aires.

Gruppi etnici
Bianchi 86,5%
Meticci e Indios 13,5%

Presenza italiana in Brasile (per Stato)
Totale Brasile, 182 milioni, 26.8 milioni italiani 14.7%
San Paolo, 40 milioni, 10 milioni 27%
Paranà, 10 milioni, 4 milioni italiani, 40%
Rio Grande del Sud, 10.8 milioni, 3 milioni italiani 2.7%
Santa Caterina, 5.8 milioni, 3 milioni italiani 51.8%
Minas Gerais, 19 milioni, 2 milioni italiani 10.6%
Espirito Santo, 3.4 milioni, 2 milioni italiani 59%
Rio de Janeiro, 15.3 milioni, 1 milione italiani 6.7%
Regione Nord del Brasile, 14.5 milioni, 1 milione italiani 8%
Regione Ovest del Brasile, 13 milioni, 600.000 italiani 4.7%
Regione Nordest del Brasile, 49 milioni, 200.000 italiani 0.4%

sabato 17 febbraio 2007

The last day

In questi giorni non sono riuscito a trovare il tempo di scrivere qualcosa. Anche adesso vado di gran corsa. Ho finito tutti gli incontri a San Paolo, Curitba e Porto Alegre, incontrando sia dirigenti politici che parlamentari e amministratori, incassando grandi risultati sul piano della collaborazione, ma ricevendo anche importanti richieste.
Ieri è stata la volta di Rosario, dove ho incontrato, tra gli altri, Hermes Binner, ex sindaco della città (riconosciuta dalle Nazioni Unite come esempio di buon governo locale) attuale parlamentare e probabilissimo prossimo governatore della provincia: sarebbe il primo governatore di Sinistra della storia dell’Argentina. Ho anche incontrato il Console generale di Rosario, ottima persone che e’ riuscita nella non facile impresa di eliminare le code al Consolato e che sta facendo moltissimo per andare incontro alle esigenze dei connazionali, anche com penuria di mezzi e risorse: complimenti.
Oggi sono a Buenos Aires, ultima tappa del viaggio. Spero di riuscire a trovare il tempo di incontrare qualche mio lontano parente per portargli l’abbraccio di mio nonno.

P.S. Vi ricordo che oggi, a GrParlamento, alle 13:40 c’e’ lo speciale di Daniela Binello sugli anni 70-77. Potete trovarlo anche su internet nel sito http://www.rai.it/. Ci saranno in studio Ritanna Armeni, Piero Sansonetti, Emanuele Macaluso e alcuni giovani di Destra.

domenica 11 febbraio 2007

Verso il diritto di voto alle amministrative

Si è concluso ieri il seminario internazionale del PT. Abbiamo dunque avuto la riunione con Valter Pomar (nella foto), Responsabile nazionale del PT per la politica estera. L´incontro con Pomar era, per me e i compagni dei DS in Brasile, l´evento probabilmente piu´ importante dell´intera missione. Con Pomar, infatti, dovevamo discutere le questioni dell´integrazione e della piena cittadinanza degli italiani in Brasile e dei brasiliani in Italia (e in linea generale degli europei in America Latina e dei sudamericani in Europa).
Il nostro obiettivo era quello di asicurarci l´impegno del PT ad avviare un processo politico finalizzato alla presentazione di una proposta di legge che consenta agli italani in Brasile (ma anche a tutti gli altri immigrati) di poter votare almeno alle elezioni amministrative: non e´ infatti il voto la base di ogni partecipazione democratica e il punto di partenza dell´integrazione politica e della piena cittadinanza?
Valter Pomar ci ha ascoltato con attenzione e si e´ detto favorevole, appena finiranno le feste del carnevale brasiliano, a organizzare un incontro con i DS Brasile e un deputato del PT di origine italiana eletto al Parlamento nazionale. Si potrebbe chiedere a lui di presentare la proposta di legge.
Inoltre, ho informato Pomar del fatto che nel prossimo mese di marzo sigleremo un gemellaggio tra i DS brasiliani e i DS dell´Emilia Romagna e che, nell´ambito di questo gemellaggio, alla festa nazionale de l´Unita´ di settembre (che si terra´ a Bologna), faremo una serie di iniziative dedicate agli italiani in Brasile e alle quali potrebbe partecipare anche il PT. Lui si e´ detto entusiasta e noi, naturalmente, almeno quanto lui. Sia sul versante collaborazione e feste che, soprattutto, su quello del voto alle amministrative.
Adesso sono a San Paolo, dove domani avro´ l´incontro con il coordinamento nazionale de L´Unione e una riunione con i DS locali. Dopodomani, invece, dopo una prima riunione che non ho ancora capito con chi, avro´ l´incontro con il Console e la conferenza stampa. Poi di nuovo in volo per Curitiba.

sabato 10 febbraio 2007

Ed ecco Lula

Solo per dirvi che alla fine della festa... sono riuscito a incontrare il mitico Presidnete Lula, dopo che aveva tenuto un discorso di un'ora. All'inizio gli avevano preparato 47 pagine di intervento e, quando le ha viste, ha detto che erano troppe e che, per farci mangiare (erano le 10:00 di sera) avrebbe paralto a braccio. La cosa non e' migliorata di molto, dato che ha parlato fino alle 11:00, sfinendosi lui stesso.
P.S. L'occhietto che vedete sulla destra e' quello di Fabio Porta, a cui Francesca ha tagliato la testa concentrandosi su Lula e me. Puo' anche darsi che per questo sara' Fabio, adesso, a tagliare la testa a Francesca.

Dall'integrazione dell'America Latina alla consegna dei diplomi per i ragazzi delle favelas

Si sono aperti oggi i lavori del seminario internazionale del PT. Il tema principale della discussione e’ stato quello delle evoluzioni democratiche avvenute negli ultimi anni in questa parte del mondo e l’esigenza di una sempre piu’ forte coesione e integrazione politica dell’America Latina attraverso il Mercosud o la Conferenza sudamericana delle nazioni.
Come delegazione DS siamo stati accolti e presentati molto calorosamente e abbiamo ribadito il grande interesse che abbiamo per queste evoluzioni e per questa area del pianeta, anche per l’enorme numero di nostri connazionali che qui risiedono. Abbiamo, inoltre, parlato con Marco Aurelio Garcia, Vice presidente nazionale del PT e, a nome del partito, lo abbiamo invitato al nostro congresso nazionale di Firenze ad aprile. Garcia si e’ detto molto contento dell’invito e intenzionato a partecipare (anche perche’ sarebbe contentissimo di vedere Firenze, che ama molto e che non ha mai visto).

Nel pomeriggio sono stato chiamato a consegnare 20 diplomi ad altrettanti ragazzi delle favelas (che visitero' nei prossimi giorni con le dovute precauzioni: le scorte locali che conoscono il territorio e sanno come muoversi per evitare di lasciarci la pelle) che hanno concluso un corso per la lavorazione della ceramica che rientra in un progetto di cooperazione allo sviluppo: avreste dovuto vedere le loro facce. Ragazzi sottratti alla strada, alla delinquenza e allo sfruttamento e ai quali e’ stata data l’opportunita’ di avere una formazione, un mestiere e la possibilita’ di un lavoro. Tutto questo grazie alla generosita’ del nostro Paese: c’è sempre un motivo per essere orgogliosi dell’Italia.Questa sera alle 21:00 (in Italia e’ gia’ notte, ma qui sono le 19:00) ci sara’ la cena con il Presidente Lula, al quale portero’ i saluti del partito, e domani avro’ gli incontri bilaterali con esponenti politici e istituzionali del Messico e dell’Argentina.

P.S. Prometto che rispondero' ai vostri commenti appena avro' un po' di tempo in piu'

giovedì 8 febbraio 2007

Alla scoperta della Merica

E´cominciata oggi in Brasile la mia missione di 10 giorni in America Latina, anche se ufficialmente i lavori inizieranno ufficialmente solo domattina.
Appena sceso dall`aereo a San Paolo, il primo giornale che ho visto leggere a un brasiliano e´ stato un giornale sportivo, Vem Timao (che dovrebbe significare Senza timore). Il titolo era, invece, dedicato all'Italia del calcio: Rigor Italia tardivo (cioe' Il rigore dell'Italia e' arrivato tardi). Naturalmente si riferiva alla sospensione dei campionati e alle misure di rigore che si stanno decidendo. La cosa, nel Paese della Torcida, di Pele', Falcao, Zico, Ronaldo ecc. ecc. mi ha un po' ferito, perche' qui il calcio e' una festa sacra e una speranza che ognuno venera, mentre in Italia lo hanno violato. Ma la cosa che mi ferirebbe di piu', date le pressioni di chi in questi giorni vuole ricominciare come se nulla fosse successo e annacquando il "rigore", sarebbe se prima di partire dovessi leggere un altro titolo del tipo: "Rigor Italia solito carnival", che suonerebbe un po' come da noi "Tutto e' finito a tarallucci e vino".
Per il resto, nel pomeriggio a Salvador de Bahia ho avuto il tempo di vedere (naturalmente solo dalla macchina che ci ha prelevato in aeroporto) le favelas. Poi, in uno splendido hotel sull'oceano, ho potuto smaltire le 13 ore di volo con un lungo bagno in piscina e un rilassante massaggio. A massaggiarmi una di quelle bellezze brasiliane che si vedono in TV: fisico asciutto e slanciato, pelle vellutata e scura, occhi e capelli nerissimi. Peccato, aveva un solo difetto: era un uomo... ma non fraintendete.

lunedì 5 febbraio 2007

Un calcio al morto... E Matarrese minimizza

Nel giro di circa un mese il calcio italiano ha messo fine alla vita di almeno un paio di persone. Le morti, entrambe per stupida e folle violenza, sono avvenute sia nel campionato di massima serie, con il poliziotto di Catania, sia in quello di terza categoria, con il dirigente di una squadretta in provincia di Cosenza. Ma si può morire per una partita di terza categoria? Le reazioni sono state, almeno per una volta, esemplari, come esemplare dovrebbe essere l'ennesima morte di un uomo: la sospensione a tempo indeterminato di tutti i campionati.

Erano almeno 10 anni che da più parti si invocava un atto clamoroso.
Vi ricordate la morte di Vincenzo Spagnolo, il tifoso del genoa ucciso 12 anni fa con una coltellata da un tifoso del Milan? Non successe niente.
E Antonino Currò, il tifoso del Messina colpito a morte da una bomba carta lanciata da un supporter catanese il 17 giugno del 2001? Nemmeno in quel caso successe niente.
Di esempi ce ne sono ancora molti, ma ve li risparmio.
Questa volta si è sentito, finalmente, il bisogno di fermarsi a riflettere. Ma dai vertici della Lega Calcio, oggi ci sono state dichiarazioni vergognose da parte del suo Presidente. Matarrese, infatti, ha definito "Esaltati e irresponsabili" coloro che chiedono che il calcio si fermi (esaltati e irresponsabili loro?). Ha sostenuto che "lo spettacolo deve continuare". E a chi gli faceva notare che c'è stato l'ennesimo morto ha risposto che "i morti del sistema calcistico purtroppo fanno parte di questo grandissimo movimento" e ha poi aggiunto che non si deve tirare "troppo la corda, perché il gioco del calcio è talmente delicato che può fermarsi solo un attimo per le giuste riflessioni. Se qualcuno pensa di dare una lezione, di dare un esempio forte, allora si rischia di rompere il giocattolo. Chi dice non giochiamo più, chiudiamo gli stadi, stiamo un anno fermi, ho l'impressione che sia un po' esaltato e anche un po' irresponsabile" (Sic!). Ha poi concluso dicendo che "il calcio non si deve mai chiudere. E' la regola principale: questa è un'industria che paga i suoi prezzi". Dunque, secondo Matarrese, il calcio è un'industria, i morti ne fanno parte e non contano...

Ma per una volta, sembra che sia il mondo politico che quello sportivo non gli daranno retta, tanto che CONI e mondo politico hanno reagito duramente.
Dalla maggiornaza il Presidente del Consiglio Prodi ha bollato come "una posizione folle" le dichiarazioni di Matarrese. I rappresentanti dei DS e del Prc, Paola Concia e Ferraro, ne hanno chiesto le dimissioni. Stessa cosa ha fatto l'esponente di An Enzo Fragalà che ha detto "si dimetta al più presto", mentre Roberto Calderoli della Lega Nord ha definito "farneticanti" la parole del presidente di Lega. Il CONI, inoltre, sembra intenzionato a deferire Matarrese. Che qualcosa stia cambiando davvero?

mercoledì 31 gennaio 2007

Un Pacs di civiltà. Riconoscere anche i diritti degli omosessuali

Come promesso, provo a parlare di cose concrete e vita di tutti i giorni.
Il dibattito sulle coppie di fatto sta arrivando a un approdo. Infatti è quasi pronto il ddl Pollastrini (con l’accordo della Bindi) sulle unioni civili. Un testo che rispetta il concetto di famiglia sancito dalla Costituzione, ma che allo stesso tempo garantisce una serie di diritti sia alle coppie di fatto eterosessuali che a quelle omosessuali, come avviene già in tutta Europa, tranne che in Grecia.
Si vuol garantire anche a tutte le coppie di fatto la possibilità di assentarsi dal lavoro per motivi di famiglia se il convivente è in ospedale; decidere per lui su temi etici se questo è impossibilitato a farlo; ottenere la reversibilità della pensione dopo la morte del convivente; ottenere l’assegno familiare dal compagno in caso di separazione; ottenere la successione del contratto di locazione; estendere la propria assistenza sanitaria e previdenziale.
A questo proposito, riporto alcune posizioni di autorevoli politici.

Franco Marini (DL), Presidente del Senato: "Imporre con forza la necessità di dare risposte ai diritti essenziali delle persone, che non possono essere discriminati, è un fatto di civiltà per il nostro Paese. Peraltro mi sembra che il lavoro che stanno facendo i ministri Bindi e Pollastrini è un lavoro serio che tiene conto della concezione della famiglia nella nostra Costituzione. Il testo Bindi-Pollastrini, affronta il problema dei diritti essenziali delle persone che non possono essere discriminati. Questo è un problema da risolvere e in certi casi riguarda anche i figli nati dalle unioni di fatto e riguarda comunque le persone, che hanno una condizione di vita di quel genere. Quindi dare una risposta positiva ai diritti di queste persone che dichiarano la loro convivenza è un fatto di civiltà per il nostro Paese. Ci sono situazioni di fatto che richiedono qualche intervento e qualche regola più precisa". AGI 30GEN 07

Raffaele Contenti, abate della Chiesa Apostolica Anglicana riformata, e presidente del comitato Esecutivo teologico: "E' fuori da ogni logica che il Vaticano e la Cei si mettano a giudicare i Pacs che l'Italia, Parlamento e Governo, stanno varando, e che accusino addirittura i politici favorevoli di voler 'scardinare' la famiglia. Ormai crediamo che la Chiesa cattolica non disponga di quell'autorita' o autorevolezza morale per poter decidere cosa sia il 'bene comune', e cosa insidia o meno la vita delle famiglie: la sua dottrina, contraria alla conoscenza scientifica della realtà umana e sociale, ha fatto danni immani dapprima al suo clero e poi alle famiglie stesse. Occorre una chiarezza evangelica, ispirata a Gesu' Cristo e non ai farisei, per ripudiare questa violenta e dissimulatrice campagna clericale contro le persone di retta coscienza, cittadini italiani, che vogliono convivere nella tutela delle leggi e non clandestinamente". Adnkronos 30 GEN 07

Gianfranco Rotondi (DC), segretario della Democrazia Cristiana: "Fa bene la Cei ad intervenire nel dibattito sulle unioni civili come pure è bene che la politica ascolti e rifletta le parole del Papa. Dovere, però, del legislatore è quello di disciplinare anche e soprattutto i diritti e i doveri di una minoranza della società. Non si può lasciare nella terra di nessuno chi vive la realtà delle coppie di fatto". 31 GEN 07

Massimo D’Alema (DS), Ministro degli esteri: ''Sul riconoscimento delle unioni di fatto il programma forniva un'indicazione di fondo. Noi siamo per disciplinare quelle unioni, in modo equo ed equilibrato. Sulla questione dei Pacs si è sviluppato un dibattito assurdo, che ha trasformato astratti principi morali in una sorta di persecuzione punitiva nei confronti di numerosi cittadini italiani. Estendere alle persone che convivono alcuni diritti fondamentali corrisponde ad un principio di eguaglianza e solidarietà, e non rappresenta minimamente un vulnus per il matrimonio”. ANSA 30 GEN 07

Pino Sgobio (PdCI): "Siamo convinti che l'approvazione della legge sulle coppie di fatto può costituire, finalmente, un significativo passo in avanti per il nostro Paese. Il varo dei Pacs avrebbe un significato simbolico di grande impatto sia sul versante politico che su quello culturale: si darà ulteriore forza alla connotazione 'laica' del nostro Stato e si avvicinerà il nostro Paese alle moderne democrazie europee. La Chiesa ha tutto il diritto di esprimere il proprio punto di vista ma sia chiaro che l'ultima parola spetta al Parlamento che, libero da condizionamenti, deve poter essere messo in grado di varare una legge che estenda i diritti a quel milione di coppie di fatto che ancora non possono goderne".AGI 31 GEN 07

Massimo Donadi (IDV), capogruppo di Italia dei valori alla Camera: "Nutriamo il massimo rispetto per la Chiesa che ha tutto il diritto, in virtù del suo alto Magistero, di esprimere i suoi principi di indirizzo, ma i tempi sono maturi per uno scatto di autonomia da parte del legislatore che, a differenza del Vaticano, ha il dovere ineludibile di occuparsi di circa un milione di cittadini, tra cui molti cattolici, che vivono in un unione di fatto. A questo si aggiunga che, nella proposta del governo, si parla solo ed esclusivamente di riconoscimento di diritti civili che
non minano in nessun modo l'istituto del matrimonio né tantomeno mettono a rischio la famiglia tradizionale. Per quanto riguarda Italia dei Valori ribadiamo la nostra ferma intenzione di votare la mozione che abbiamo concertato e sottoscritto con l'Ulivo e Comunisti Italiani che altro non rappresenta se non quanto sottoscritto nel programma con il quale ci siamo presentati agli elettori". Dire 11:50 31 GEN 07

Dario Franceschini (DL): Capogruppo Ulivo alla Camera: "Da cattolico ascolto con grande
attenzione le parole della Chiesa, poi deve essere chiaro che, nella mia sfera di autonomia politica, scelgo agisco e legifero come ritengo più opportuno. La mia cultura politica è quella di
un cattolicesimo democratico, sono stato educato alla laicità dell'impegno politico. Quindi, niente interferenze della Chiesa, che pure ha tutto il diritto, come componente della nostra società, di esprimere un parere, una posizione". Dire 11:28 31 GEN 07

Massimo Cacciari (DL), sindaco di Venezia: "Ma perché mai dovrei trovare un accordo con la Chiesa? No, non condivido l'impostazione di Napolitano. Io devo muovermi come uno Stato laico, non è pensabile sentire cosa pensa la Chiesa per fare una legge. Non devo dipendere dalla Chiesa, altrimenti verrebbe meno la concezione stessa dello Stato. Certo, la Chiesa va ascoltata, come vanno ascoltati tutti, ma non per cercare compromessi o mediazioni. Noi dobbiamo andare avanti per la nostra strada, con cautela invece che con le sparate che fanno alcuni laici, e sapendo che stiamo
maneggiando un materiale delicatissimo. La famiglia non la trasforma lo Stato con una legge, sarebbe comico. Bisogna invece tenere conto che nella società ci sono delle trasformazioni già avvenute, e che i tempi sono maturi per poter dire che se due persone si amano, anche dello stesso sesso, possano vivere insieme. Cosa c’è di tragico in questo? Quindi i Pacs vanno bene, danno una risposta a una domanda che c’è. Il cambiamento del costume ha fatto in modo che i rapporti fra omosessuali non suscitino più scandalo, ed è un bene che non ci sia più questa fobia". Adnkronos 31 GEN 07

Clemente Mastella (Udeur), ministro della Giustizia: "Primo, queste sette righe del programma non le abbiamo mai sottoscritte. Secondo riteniamo che sia giusto affrontare queste questioni sul piano parlamentare come nella tradizione del nostro Paese. Siamo per il riconoscimento di diritti individuali con applicazione anche al Codice civilistico per quanto riguarda famiglie che hanno problemi o figli o quant'altro, e sono 550mila coppie, però la piccola famiglia, la famiglia in piccolo, i surrogati famiglia, in modo particolare per le coppie omosessuali che rispetto per il loro vissuto di vita quotidiana, francamente no". Adnkronos 31 GEN 07

Roberto Maroni (Lega Nord): “Non c’è bisogno di una legge sulle coppie di fatto: i diritti dei singoli sono già tutelati. Noi abbiamo presentato una mozione che ribadisce l'opportunità del sostegno economico e finanziario alla famiglia fondata sul matrimonio. Siamo contro altre forme surrettizie di famiglia e troviamo assurda questa discussione sulle coppie di fatto e sulle coppie omosessuali. La Cei ha ragione: non c’è bisogno di una nuova legge. Chi la propone lo fa solo per motivi ideologici, per mettere una bandierina". Adnkronos 31 GEN 07

Cesare Salvi (DS): "Sono d'accordo che il Presidente Napolitano citi l'articolo 7 della Costituzione per sostenere che bisogna fare una legge tenendo conto delle posizioni del mondo cattolico". Adnkronos 30 GEN 07

mercoledì 24 gennaio 2007

A proposito di Partito Democratico. Secondo me...

E' stata decisa la data del congresso nazionale dei DS (19-21 aprile) e a giorni si deciderà anche quella del congresso della Margherita (che sarà nello stesso periodo). Si discuteranno il processo, le tappe e i contenuti del Partito Democratico. In questa prospettiva sto partecipando a molte iniziative nelle quali si dibattono i vari aspetti di questo delicato momento storico del mio partito, della Margherita e del sistema politico nazionale in genere.

Ho già seguito alcune iniziative in Italia e in Europa e a febbraio dovrò presiederne altre in America Latina. Sarò impegnato prima in Brasile, in un seminario internazionale del PT (il Partito dei lavoratori Brasiliani, quello del presidente Lula per intenderci) e poi con i DS di San Paolo, Porto Alegre e Curitiba.
Subito dopo sarò in Argentina, a Rosario e Buenos Aires, per gli stessi motivi.

L’aria che si respira in questi incontri in genere è sempre la stessa: grande partecipazione emotiva (come non si vedeva da tempo), entusiasmo per un verso, preoccupazioni diffuse per altri. In sostanza però, le principali posizioni possono essere schematizzate in quattro filoni:


  • quelli che pensano che in Italia i tempi siano maturi per unire in un unico partito diverse tradizioni popolari e riformiste, quindi vogliono spingere sull’acceleratore della fusione DS-Margherita entro il 2009;

  • quelli che pensano che la prospettiva del Partito Democratico sia la scelta giusta, ma che ha bisogno di tempi più lunghi rispetto al 2009, quindi vorrebbero una federazione tra i due partiti. Tra questi vi è poi una parte che pensa che non si possa fare ora il PD perché c’è una incompatibilità tra le classi dirigenti ancora troppo legate al passato, quindi il PD potrà farlo solo la prossima generazione di dirigenti e chi pensa che non si tratti di classe dirigente, ma di momento storico, cioè le due tradizioni hanno ancora bisogno di tempo per potersi fondere;

  • quelli che pensano che il Partito Democratico non si può fare né oggi né mai perché le due tradizioni e culture sono incompatibili in un unico partito, perché considerano il Partito Democratico un partito di centro (alcuni settori de DS) o un partito di sinistra (alcuni settori della Margherita);

  • quelli che pensano che il PD si può fare a patto che si risolvano le questioni della laicità e della collocazione internazionale, entrando nel Partito del Socialismo Europeo e nell’Internazionale Socialista.

Queste discussioni, dunque, in vista dei congressi nazionali di DS e Margherita, sono molto utili perché delineeranno il percorso verso il PD, ne correggeranno la rotta, produrranno una serie di documenti di cui i congressi nazionali prima, il gruppo costituente che redigerà il manifesto del PD e lo stesso eventuale PD dopo dovranno tener conto.
Ma a margine dei congressi dei singoli partiti, sia in Italia che all’estero, si discute anche nella società civile, nel mondo dell’associazionismo e di semplici cittadini o simpatizzanti.
Da parte mia, dunque, per il ruolo che ricopro, partecipo a questo dibattito in maniera ufficiale dall’interno del partito, ma ho l’esigenza di discuterne anche fuori dall’ufficialità e sentire le voci più diverse, dalle quali spesso arrivano osservazioni e giudizi più distaccati e spesso originali, oltre che ottime intuizioni.
Per questo invito tutti quelli che lo vorranno a scrivere liberamente i propri commenti sui temi che di volta in volta proporrò, naturalmente accettando anche consigli e suggerimenti.

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sabato 20 gennaio 2007

Perché il blog

Cos'é?
Un blog è una sorta di diario virtuale sul quale, con una certa periodicità, il blogger (che poi sarei io) scrive i suoi post (ciò che state leggendo) per lanciare una discussione aperta su un determinato argomento.

Perché?
Ho creato questo blog per tentare l'esperienza di discutere con i miei amici e con chi ne ha voglia su alcuni argomenti che mi stanno particolarmente a cuore e che, a volte, sono o saranno argomenti dell'agenda mediatica nazionale.

Dunque?
Invito i miei amici e tutti coloro che ne avranno voglia, per il tempo che questo blog esisterà - che non so ancora quanto lungo - a intervenire nelle discussioni che di volta in volta proporrò, cercando di lasciar spazio anche a suggerimenti su nuove discussioni.

Però?
Trattandosi di una sorta di diario privato, ma allo stesso tempo pubblico, condiviso e privo di filtri, senza alcunché di ufficiale o istituzionale, invito tutti, per quanto possibile, a evitare l'anonimato. Mi piacerebbe, infatti, riuscire a creare uno spazio all'interno del quale riflettere tutti, pacatamente, su argomenti che hanno un comune interesse. Nulla per cui qualcuno debba parlare nascondendosi, ma un'agorà, una piazzetta di paese dove la domenica mattina un gruppetto di amici e passanti possano scambiarsi qualche idea.Grazie a tutti.

Mi presento

Sono nato a Crotone il 28 gennaio 1973. Ho vissuto a Caccuri fino alla fine delle scuole superiori e poi mi sono iscritto all'Università a Roma. Mi sono laureato in Lettere Moderne con una tesi sui rapporti tra letteratura e canzone italiana d'autore, nello specifico su De André, Guccini e De Gregori. Al mio relatore devo il fatto di avermi fatto rinascere la passione per lo studio e la lettura, e di avermi fatto capire che tutto ciò può diventare passione, impegno sociale e politico per trasformare la ricchezza della cultura in patrimonio (anche monetario) collettivo.

La mia passione per la politica, tra l'altro, è stata assai precoce, nata fin da bambino nella sezione del PCI del mio paese, molto attiva e vivace soprattutto negli anni Settanta e Ottanta.Assemblee pubbliche, riunioni di caseggiato, Arci, Fgci, Federazione di Crotone, grandi manifestazioni a Roma, l'annuale Perugia-Assisi per la Pace, feste de l'Unità di paese e nazionali.

Dopo la laurea a Roma, mi è capitata l'opportunità di collaborare col più prestigioso dei Dipartimenti del mio partito, quello Internazionale, da sempre fiore all'occhiello del PCI prima e del PDS e DS poi. Eravamo alla fine degli anni Novanta e durante la prima esperienza di Governo del mio partito, con tutto quello che ne è seguito.
Da quel momento in poi, il mio impegno è diventato sempre più forte e appassionante, fino a indurmi a lasciare sia il lavoro che facevo che le altre attività che pur amavo per dedicarmi a tempo pieno all'attività politica. In particolare ho lavorato e lavoro alle questioni che riguardano gli italiani all'estero e l'internazionalizzazione dell'Italia.

Attualmente sono Vice Responsabile nazionale dei DS all'estero. Ho collaborato con alcune agenzie di stampa, giornali e portali internet occupandomi sia di politica che di cultura e di musica (a volte facendo coincidere le cose in vere iniziative o dibattiti pubblici), soprattutto recensendo dischi dei cantautori italiani anche attraverso interviste dirette che mi hanno permesso, in alcuni casi, di fare amicizia con alcuni di loro.

Posso solo dirvi, per chiudere questa mia presentazione, che considero Fabrizio De André un genio della parola e un uomo di grandissima sensibilità, Guccini un intellettuale fuori dagli schemi e grande maestro di vita e De Gregori un artista illuminante capace di arrivare contemporaneamente e con immediatezza alla testa e al cuore di ognuno di noi.
Penso, inoltre, che Gramsci e Pasolini siano state, nella loro diversità, le menti più lucide del Novecento, entrambe uccise dallo stesso assurdo potere e dalla stessa assurda paura e cultura.