giovedì 22 febbraio 2007

Sono tornato dalla Merica… Adesso dò i numeri

Come sintesi del viaggio appena conclusosi in America Latina, in questo momento voglio solo dire che la cosa che finalmente ci procurava motivi di soddisfazione, sia tra gli italiani all'estero che tra i rappresentanti istituzionali e politici degli altri paesi, era la politica estera di questo Governo. Peccato che qualche ottuso della nostra maggioranza non se ne sia accorto.
Dunque, adesso non ho voglia di scrivere sui risultati positivi raggiunti in America Latina, perché mi viene solo di "dare i numeri".

Durata della missione 11 giorni (di cui 2 per il viaggio A/R)

Paesi attraversati 2 (Brasile e Argentina)

Città in cui si sono tenuti incontri 6 (Salvador de Bahia, San Paolo, Curitiba, Porto Alegre, Rosario, Buenos Aires)

Ore totali di volo 39 (compresi i voli interni)

Miglia di volo percorse 17.314 (KM 27.858,226)

Numero complessivo di riunioni 25 (concentrate in 9 giorni)

Ore complessive di riunioni 50 (approssimate per media di riunione più il seminario)

Curiosità
Brasile
Superficie 8.547.393 Kmq
Abitanti 183.552.000
San Paolo 10.677.000 ab. (18.630.000 aggl. urbano)

Gli italiani di San Paolo 2 milioni: quanto 2 Reggio Calabria, 3 Cosenza, 3 Catanzaro, 11 Crotone e 11 Vibo Valentia
L’intera Calabria 2.011.466 abitanti

Salvador 2.556.000 ab. (3.183.000 aggl. urbano)
Curitiba 1.671.000 ab. (2.974.000 aggl. urbano)
Porto Alegre 1.394.000 ab. (3.878.000 aggl. urbano)

Gruppi etnici
Bianchi 54%
Mulatti e meticci 38,5%
Neri 6% (La popolazione nera più grande al mondo dopo la Nigeria)
Amerindi 0,4%
altri 1,1%

Primo grattacielo in Sud America: Edificio Martinelli, progettato dall'ingegenere italiano nel 1929
Grattacielo degli anni '60 più alto di San Paolo: Edificio Italia

Argentina
Superficie 2.780.400 Kmq
Abitanti 36.260.000
Buenos Aires 2.776.000 ab. (11.460.000 aggl. urbano)
Rosario 908.000 ab. (1.161.000 aggl. urbano)
Percentuale di donne al Parlamento argentino: 38%

Terreno pianeggiante a disposizinoe di ogni mucca argentina: un ettaro

Bandiera argentina: disegnata e voluta nel 1812 dall'intellettuale Manuel Belgrano, italiano della Liguria, ispirato da uno sguardo verso il cielo mentre si trovava sulle rive del fiume Paraná nella località dove sorge l'attuale città di Rosario. Una statua equestre di Belgrano è stata innalzata davanti alla Casa Rosada, sede del Governo argentino a Buenos Aires.

Gruppi etnici
Bianchi 86,5%
Meticci e Indios 13,5%

Presenza italiana in Brasile (per Stato)
Totale Brasile, 182 milioni, 26.8 milioni italiani 14.7%
San Paolo, 40 milioni, 10 milioni 27%
Paranà, 10 milioni, 4 milioni italiani, 40%
Rio Grande del Sud, 10.8 milioni, 3 milioni italiani 2.7%
Santa Caterina, 5.8 milioni, 3 milioni italiani 51.8%
Minas Gerais, 19 milioni, 2 milioni italiani 10.6%
Espirito Santo, 3.4 milioni, 2 milioni italiani 59%
Rio de Janeiro, 15.3 milioni, 1 milione italiani 6.7%
Regione Nord del Brasile, 14.5 milioni, 1 milione italiani 8%
Regione Ovest del Brasile, 13 milioni, 600.000 italiani 4.7%
Regione Nordest del Brasile, 49 milioni, 200.000 italiani 0.4%

sabato 17 febbraio 2007

The last day

In questi giorni non sono riuscito a trovare il tempo di scrivere qualcosa. Anche adesso vado di gran corsa. Ho finito tutti gli incontri a San Paolo, Curitba e Porto Alegre, incontrando sia dirigenti politici che parlamentari e amministratori, incassando grandi risultati sul piano della collaborazione, ma ricevendo anche importanti richieste.
Ieri è stata la volta di Rosario, dove ho incontrato, tra gli altri, Hermes Binner, ex sindaco della città (riconosciuta dalle Nazioni Unite come esempio di buon governo locale) attuale parlamentare e probabilissimo prossimo governatore della provincia: sarebbe il primo governatore di Sinistra della storia dell’Argentina. Ho anche incontrato il Console generale di Rosario, ottima persone che e’ riuscita nella non facile impresa di eliminare le code al Consolato e che sta facendo moltissimo per andare incontro alle esigenze dei connazionali, anche com penuria di mezzi e risorse: complimenti.
Oggi sono a Buenos Aires, ultima tappa del viaggio. Spero di riuscire a trovare il tempo di incontrare qualche mio lontano parente per portargli l’abbraccio di mio nonno.

P.S. Vi ricordo che oggi, a GrParlamento, alle 13:40 c’e’ lo speciale di Daniela Binello sugli anni 70-77. Potete trovarlo anche su internet nel sito http://www.rai.it/. Ci saranno in studio Ritanna Armeni, Piero Sansonetti, Emanuele Macaluso e alcuni giovani di Destra.

domenica 11 febbraio 2007

Verso il diritto di voto alle amministrative

Si è concluso ieri il seminario internazionale del PT. Abbiamo dunque avuto la riunione con Valter Pomar (nella foto), Responsabile nazionale del PT per la politica estera. L´incontro con Pomar era, per me e i compagni dei DS in Brasile, l´evento probabilmente piu´ importante dell´intera missione. Con Pomar, infatti, dovevamo discutere le questioni dell´integrazione e della piena cittadinanza degli italiani in Brasile e dei brasiliani in Italia (e in linea generale degli europei in America Latina e dei sudamericani in Europa).
Il nostro obiettivo era quello di asicurarci l´impegno del PT ad avviare un processo politico finalizzato alla presentazione di una proposta di legge che consenta agli italani in Brasile (ma anche a tutti gli altri immigrati) di poter votare almeno alle elezioni amministrative: non e´ infatti il voto la base di ogni partecipazione democratica e il punto di partenza dell´integrazione politica e della piena cittadinanza?
Valter Pomar ci ha ascoltato con attenzione e si e´ detto favorevole, appena finiranno le feste del carnevale brasiliano, a organizzare un incontro con i DS Brasile e un deputato del PT di origine italiana eletto al Parlamento nazionale. Si potrebbe chiedere a lui di presentare la proposta di legge.
Inoltre, ho informato Pomar del fatto che nel prossimo mese di marzo sigleremo un gemellaggio tra i DS brasiliani e i DS dell´Emilia Romagna e che, nell´ambito di questo gemellaggio, alla festa nazionale de l´Unita´ di settembre (che si terra´ a Bologna), faremo una serie di iniziative dedicate agli italiani in Brasile e alle quali potrebbe partecipare anche il PT. Lui si e´ detto entusiasta e noi, naturalmente, almeno quanto lui. Sia sul versante collaborazione e feste che, soprattutto, su quello del voto alle amministrative.
Adesso sono a San Paolo, dove domani avro´ l´incontro con il coordinamento nazionale de L´Unione e una riunione con i DS locali. Dopodomani, invece, dopo una prima riunione che non ho ancora capito con chi, avro´ l´incontro con il Console e la conferenza stampa. Poi di nuovo in volo per Curitiba.

sabato 10 febbraio 2007

Ed ecco Lula

Solo per dirvi che alla fine della festa... sono riuscito a incontrare il mitico Presidnete Lula, dopo che aveva tenuto un discorso di un'ora. All'inizio gli avevano preparato 47 pagine di intervento e, quando le ha viste, ha detto che erano troppe e che, per farci mangiare (erano le 10:00 di sera) avrebbe paralto a braccio. La cosa non e' migliorata di molto, dato che ha parlato fino alle 11:00, sfinendosi lui stesso.
P.S. L'occhietto che vedete sulla destra e' quello di Fabio Porta, a cui Francesca ha tagliato la testa concentrandosi su Lula e me. Puo' anche darsi che per questo sara' Fabio, adesso, a tagliare la testa a Francesca.

Dall'integrazione dell'America Latina alla consegna dei diplomi per i ragazzi delle favelas

Si sono aperti oggi i lavori del seminario internazionale del PT. Il tema principale della discussione e’ stato quello delle evoluzioni democratiche avvenute negli ultimi anni in questa parte del mondo e l’esigenza di una sempre piu’ forte coesione e integrazione politica dell’America Latina attraverso il Mercosud o la Conferenza sudamericana delle nazioni.
Come delegazione DS siamo stati accolti e presentati molto calorosamente e abbiamo ribadito il grande interesse che abbiamo per queste evoluzioni e per questa area del pianeta, anche per l’enorme numero di nostri connazionali che qui risiedono. Abbiamo, inoltre, parlato con Marco Aurelio Garcia, Vice presidente nazionale del PT e, a nome del partito, lo abbiamo invitato al nostro congresso nazionale di Firenze ad aprile. Garcia si e’ detto molto contento dell’invito e intenzionato a partecipare (anche perche’ sarebbe contentissimo di vedere Firenze, che ama molto e che non ha mai visto).

Nel pomeriggio sono stato chiamato a consegnare 20 diplomi ad altrettanti ragazzi delle favelas (che visitero' nei prossimi giorni con le dovute precauzioni: le scorte locali che conoscono il territorio e sanno come muoversi per evitare di lasciarci la pelle) che hanno concluso un corso per la lavorazione della ceramica che rientra in un progetto di cooperazione allo sviluppo: avreste dovuto vedere le loro facce. Ragazzi sottratti alla strada, alla delinquenza e allo sfruttamento e ai quali e’ stata data l’opportunita’ di avere una formazione, un mestiere e la possibilita’ di un lavoro. Tutto questo grazie alla generosita’ del nostro Paese: c’è sempre un motivo per essere orgogliosi dell’Italia.Questa sera alle 21:00 (in Italia e’ gia’ notte, ma qui sono le 19:00) ci sara’ la cena con il Presidente Lula, al quale portero’ i saluti del partito, e domani avro’ gli incontri bilaterali con esponenti politici e istituzionali del Messico e dell’Argentina.

P.S. Prometto che rispondero' ai vostri commenti appena avro' un po' di tempo in piu'

giovedì 8 febbraio 2007

Alla scoperta della Merica

E´cominciata oggi in Brasile la mia missione di 10 giorni in America Latina, anche se ufficialmente i lavori inizieranno ufficialmente solo domattina.
Appena sceso dall`aereo a San Paolo, il primo giornale che ho visto leggere a un brasiliano e´ stato un giornale sportivo, Vem Timao (che dovrebbe significare Senza timore). Il titolo era, invece, dedicato all'Italia del calcio: Rigor Italia tardivo (cioe' Il rigore dell'Italia e' arrivato tardi). Naturalmente si riferiva alla sospensione dei campionati e alle misure di rigore che si stanno decidendo. La cosa, nel Paese della Torcida, di Pele', Falcao, Zico, Ronaldo ecc. ecc. mi ha un po' ferito, perche' qui il calcio e' una festa sacra e una speranza che ognuno venera, mentre in Italia lo hanno violato. Ma la cosa che mi ferirebbe di piu', date le pressioni di chi in questi giorni vuole ricominciare come se nulla fosse successo e annacquando il "rigore", sarebbe se prima di partire dovessi leggere un altro titolo del tipo: "Rigor Italia solito carnival", che suonerebbe un po' come da noi "Tutto e' finito a tarallucci e vino".
Per il resto, nel pomeriggio a Salvador de Bahia ho avuto il tempo di vedere (naturalmente solo dalla macchina che ci ha prelevato in aeroporto) le favelas. Poi, in uno splendido hotel sull'oceano, ho potuto smaltire le 13 ore di volo con un lungo bagno in piscina e un rilassante massaggio. A massaggiarmi una di quelle bellezze brasiliane che si vedono in TV: fisico asciutto e slanciato, pelle vellutata e scura, occhi e capelli nerissimi. Peccato, aveva un solo difetto: era un uomo... ma non fraintendete.

lunedì 5 febbraio 2007

Un calcio al morto... E Matarrese minimizza

Nel giro di circa un mese il calcio italiano ha messo fine alla vita di almeno un paio di persone. Le morti, entrambe per stupida e folle violenza, sono avvenute sia nel campionato di massima serie, con il poliziotto di Catania, sia in quello di terza categoria, con il dirigente di una squadretta in provincia di Cosenza. Ma si può morire per una partita di terza categoria? Le reazioni sono state, almeno per una volta, esemplari, come esemplare dovrebbe essere l'ennesima morte di un uomo: la sospensione a tempo indeterminato di tutti i campionati.

Erano almeno 10 anni che da più parti si invocava un atto clamoroso.
Vi ricordate la morte di Vincenzo Spagnolo, il tifoso del genoa ucciso 12 anni fa con una coltellata da un tifoso del Milan? Non successe niente.
E Antonino Currò, il tifoso del Messina colpito a morte da una bomba carta lanciata da un supporter catanese il 17 giugno del 2001? Nemmeno in quel caso successe niente.
Di esempi ce ne sono ancora molti, ma ve li risparmio.
Questa volta si è sentito, finalmente, il bisogno di fermarsi a riflettere. Ma dai vertici della Lega Calcio, oggi ci sono state dichiarazioni vergognose da parte del suo Presidente. Matarrese, infatti, ha definito "Esaltati e irresponsabili" coloro che chiedono che il calcio si fermi (esaltati e irresponsabili loro?). Ha sostenuto che "lo spettacolo deve continuare". E a chi gli faceva notare che c'è stato l'ennesimo morto ha risposto che "i morti del sistema calcistico purtroppo fanno parte di questo grandissimo movimento" e ha poi aggiunto che non si deve tirare "troppo la corda, perché il gioco del calcio è talmente delicato che può fermarsi solo un attimo per le giuste riflessioni. Se qualcuno pensa di dare una lezione, di dare un esempio forte, allora si rischia di rompere il giocattolo. Chi dice non giochiamo più, chiudiamo gli stadi, stiamo un anno fermi, ho l'impressione che sia un po' esaltato e anche un po' irresponsabile" (Sic!). Ha poi concluso dicendo che "il calcio non si deve mai chiudere. E' la regola principale: questa è un'industria che paga i suoi prezzi". Dunque, secondo Matarrese, il calcio è un'industria, i morti ne fanno parte e non contano...

Ma per una volta, sembra che sia il mondo politico che quello sportivo non gli daranno retta, tanto che CONI e mondo politico hanno reagito duramente.
Dalla maggiornaza il Presidente del Consiglio Prodi ha bollato come "una posizione folle" le dichiarazioni di Matarrese. I rappresentanti dei DS e del Prc, Paola Concia e Ferraro, ne hanno chiesto le dimissioni. Stessa cosa ha fatto l'esponente di An Enzo Fragalà che ha detto "si dimetta al più presto", mentre Roberto Calderoli della Lega Nord ha definito "farneticanti" la parole del presidente di Lega. Il CONI, inoltre, sembra intenzionato a deferire Matarrese. Che qualcosa stia cambiando davvero?

mercoledì 31 gennaio 2007

Un Pacs di civiltà. Riconoscere anche i diritti degli omosessuali

Come promesso, provo a parlare di cose concrete e vita di tutti i giorni.
Il dibattito sulle coppie di fatto sta arrivando a un approdo. Infatti è quasi pronto il ddl Pollastrini (con l’accordo della Bindi) sulle unioni civili. Un testo che rispetta il concetto di famiglia sancito dalla Costituzione, ma che allo stesso tempo garantisce una serie di diritti sia alle coppie di fatto eterosessuali che a quelle omosessuali, come avviene già in tutta Europa, tranne che in Grecia.
Si vuol garantire anche a tutte le coppie di fatto la possibilità di assentarsi dal lavoro per motivi di famiglia se il convivente è in ospedale; decidere per lui su temi etici se questo è impossibilitato a farlo; ottenere la reversibilità della pensione dopo la morte del convivente; ottenere l’assegno familiare dal compagno in caso di separazione; ottenere la successione del contratto di locazione; estendere la propria assistenza sanitaria e previdenziale.
A questo proposito, riporto alcune posizioni di autorevoli politici.

Franco Marini (DL), Presidente del Senato: "Imporre con forza la necessità di dare risposte ai diritti essenziali delle persone, che non possono essere discriminati, è un fatto di civiltà per il nostro Paese. Peraltro mi sembra che il lavoro che stanno facendo i ministri Bindi e Pollastrini è un lavoro serio che tiene conto della concezione della famiglia nella nostra Costituzione. Il testo Bindi-Pollastrini, affronta il problema dei diritti essenziali delle persone che non possono essere discriminati. Questo è un problema da risolvere e in certi casi riguarda anche i figli nati dalle unioni di fatto e riguarda comunque le persone, che hanno una condizione di vita di quel genere. Quindi dare una risposta positiva ai diritti di queste persone che dichiarano la loro convivenza è un fatto di civiltà per il nostro Paese. Ci sono situazioni di fatto che richiedono qualche intervento e qualche regola più precisa". AGI 30GEN 07

Raffaele Contenti, abate della Chiesa Apostolica Anglicana riformata, e presidente del comitato Esecutivo teologico: "E' fuori da ogni logica che il Vaticano e la Cei si mettano a giudicare i Pacs che l'Italia, Parlamento e Governo, stanno varando, e che accusino addirittura i politici favorevoli di voler 'scardinare' la famiglia. Ormai crediamo che la Chiesa cattolica non disponga di quell'autorita' o autorevolezza morale per poter decidere cosa sia il 'bene comune', e cosa insidia o meno la vita delle famiglie: la sua dottrina, contraria alla conoscenza scientifica della realtà umana e sociale, ha fatto danni immani dapprima al suo clero e poi alle famiglie stesse. Occorre una chiarezza evangelica, ispirata a Gesu' Cristo e non ai farisei, per ripudiare questa violenta e dissimulatrice campagna clericale contro le persone di retta coscienza, cittadini italiani, che vogliono convivere nella tutela delle leggi e non clandestinamente". Adnkronos 30 GEN 07

Gianfranco Rotondi (DC), segretario della Democrazia Cristiana: "Fa bene la Cei ad intervenire nel dibattito sulle unioni civili come pure è bene che la politica ascolti e rifletta le parole del Papa. Dovere, però, del legislatore è quello di disciplinare anche e soprattutto i diritti e i doveri di una minoranza della società. Non si può lasciare nella terra di nessuno chi vive la realtà delle coppie di fatto". 31 GEN 07

Massimo D’Alema (DS), Ministro degli esteri: ''Sul riconoscimento delle unioni di fatto il programma forniva un'indicazione di fondo. Noi siamo per disciplinare quelle unioni, in modo equo ed equilibrato. Sulla questione dei Pacs si è sviluppato un dibattito assurdo, che ha trasformato astratti principi morali in una sorta di persecuzione punitiva nei confronti di numerosi cittadini italiani. Estendere alle persone che convivono alcuni diritti fondamentali corrisponde ad un principio di eguaglianza e solidarietà, e non rappresenta minimamente un vulnus per il matrimonio”. ANSA 30 GEN 07

Pino Sgobio (PdCI): "Siamo convinti che l'approvazione della legge sulle coppie di fatto può costituire, finalmente, un significativo passo in avanti per il nostro Paese. Il varo dei Pacs avrebbe un significato simbolico di grande impatto sia sul versante politico che su quello culturale: si darà ulteriore forza alla connotazione 'laica' del nostro Stato e si avvicinerà il nostro Paese alle moderne democrazie europee. La Chiesa ha tutto il diritto di esprimere il proprio punto di vista ma sia chiaro che l'ultima parola spetta al Parlamento che, libero da condizionamenti, deve poter essere messo in grado di varare una legge che estenda i diritti a quel milione di coppie di fatto che ancora non possono goderne".AGI 31 GEN 07

Massimo Donadi (IDV), capogruppo di Italia dei valori alla Camera: "Nutriamo il massimo rispetto per la Chiesa che ha tutto il diritto, in virtù del suo alto Magistero, di esprimere i suoi principi di indirizzo, ma i tempi sono maturi per uno scatto di autonomia da parte del legislatore che, a differenza del Vaticano, ha il dovere ineludibile di occuparsi di circa un milione di cittadini, tra cui molti cattolici, che vivono in un unione di fatto. A questo si aggiunga che, nella proposta del governo, si parla solo ed esclusivamente di riconoscimento di diritti civili che
non minano in nessun modo l'istituto del matrimonio né tantomeno mettono a rischio la famiglia tradizionale. Per quanto riguarda Italia dei Valori ribadiamo la nostra ferma intenzione di votare la mozione che abbiamo concertato e sottoscritto con l'Ulivo e Comunisti Italiani che altro non rappresenta se non quanto sottoscritto nel programma con il quale ci siamo presentati agli elettori". Dire 11:50 31 GEN 07

Dario Franceschini (DL): Capogruppo Ulivo alla Camera: "Da cattolico ascolto con grande
attenzione le parole della Chiesa, poi deve essere chiaro che, nella mia sfera di autonomia politica, scelgo agisco e legifero come ritengo più opportuno. La mia cultura politica è quella di
un cattolicesimo democratico, sono stato educato alla laicità dell'impegno politico. Quindi, niente interferenze della Chiesa, che pure ha tutto il diritto, come componente della nostra società, di esprimere un parere, una posizione". Dire 11:28 31 GEN 07

Massimo Cacciari (DL), sindaco di Venezia: "Ma perché mai dovrei trovare un accordo con la Chiesa? No, non condivido l'impostazione di Napolitano. Io devo muovermi come uno Stato laico, non è pensabile sentire cosa pensa la Chiesa per fare una legge. Non devo dipendere dalla Chiesa, altrimenti verrebbe meno la concezione stessa dello Stato. Certo, la Chiesa va ascoltata, come vanno ascoltati tutti, ma non per cercare compromessi o mediazioni. Noi dobbiamo andare avanti per la nostra strada, con cautela invece che con le sparate che fanno alcuni laici, e sapendo che stiamo
maneggiando un materiale delicatissimo. La famiglia non la trasforma lo Stato con una legge, sarebbe comico. Bisogna invece tenere conto che nella società ci sono delle trasformazioni già avvenute, e che i tempi sono maturi per poter dire che se due persone si amano, anche dello stesso sesso, possano vivere insieme. Cosa c’è di tragico in questo? Quindi i Pacs vanno bene, danno una risposta a una domanda che c’è. Il cambiamento del costume ha fatto in modo che i rapporti fra omosessuali non suscitino più scandalo, ed è un bene che non ci sia più questa fobia". Adnkronos 31 GEN 07

Clemente Mastella (Udeur), ministro della Giustizia: "Primo, queste sette righe del programma non le abbiamo mai sottoscritte. Secondo riteniamo che sia giusto affrontare queste questioni sul piano parlamentare come nella tradizione del nostro Paese. Siamo per il riconoscimento di diritti individuali con applicazione anche al Codice civilistico per quanto riguarda famiglie che hanno problemi o figli o quant'altro, e sono 550mila coppie, però la piccola famiglia, la famiglia in piccolo, i surrogati famiglia, in modo particolare per le coppie omosessuali che rispetto per il loro vissuto di vita quotidiana, francamente no". Adnkronos 31 GEN 07

Roberto Maroni (Lega Nord): “Non c’è bisogno di una legge sulle coppie di fatto: i diritti dei singoli sono già tutelati. Noi abbiamo presentato una mozione che ribadisce l'opportunità del sostegno economico e finanziario alla famiglia fondata sul matrimonio. Siamo contro altre forme surrettizie di famiglia e troviamo assurda questa discussione sulle coppie di fatto e sulle coppie omosessuali. La Cei ha ragione: non c’è bisogno di una nuova legge. Chi la propone lo fa solo per motivi ideologici, per mettere una bandierina". Adnkronos 31 GEN 07

Cesare Salvi (DS): "Sono d'accordo che il Presidente Napolitano citi l'articolo 7 della Costituzione per sostenere che bisogna fare una legge tenendo conto delle posizioni del mondo cattolico". Adnkronos 30 GEN 07

mercoledì 24 gennaio 2007

A proposito di Partito Democratico. Secondo me...

E' stata decisa la data del congresso nazionale dei DS (19-21 aprile) e a giorni si deciderà anche quella del congresso della Margherita (che sarà nello stesso periodo). Si discuteranno il processo, le tappe e i contenuti del Partito Democratico. In questa prospettiva sto partecipando a molte iniziative nelle quali si dibattono i vari aspetti di questo delicato momento storico del mio partito, della Margherita e del sistema politico nazionale in genere.

Ho già seguito alcune iniziative in Italia e in Europa e a febbraio dovrò presiederne altre in America Latina. Sarò impegnato prima in Brasile, in un seminario internazionale del PT (il Partito dei lavoratori Brasiliani, quello del presidente Lula per intenderci) e poi con i DS di San Paolo, Porto Alegre e Curitiba.
Subito dopo sarò in Argentina, a Rosario e Buenos Aires, per gli stessi motivi.

L’aria che si respira in questi incontri in genere è sempre la stessa: grande partecipazione emotiva (come non si vedeva da tempo), entusiasmo per un verso, preoccupazioni diffuse per altri. In sostanza però, le principali posizioni possono essere schematizzate in quattro filoni:


  • quelli che pensano che in Italia i tempi siano maturi per unire in un unico partito diverse tradizioni popolari e riformiste, quindi vogliono spingere sull’acceleratore della fusione DS-Margherita entro il 2009;

  • quelli che pensano che la prospettiva del Partito Democratico sia la scelta giusta, ma che ha bisogno di tempi più lunghi rispetto al 2009, quindi vorrebbero una federazione tra i due partiti. Tra questi vi è poi una parte che pensa che non si possa fare ora il PD perché c’è una incompatibilità tra le classi dirigenti ancora troppo legate al passato, quindi il PD potrà farlo solo la prossima generazione di dirigenti e chi pensa che non si tratti di classe dirigente, ma di momento storico, cioè le due tradizioni hanno ancora bisogno di tempo per potersi fondere;

  • quelli che pensano che il Partito Democratico non si può fare né oggi né mai perché le due tradizioni e culture sono incompatibili in un unico partito, perché considerano il Partito Democratico un partito di centro (alcuni settori de DS) o un partito di sinistra (alcuni settori della Margherita);

  • quelli che pensano che il PD si può fare a patto che si risolvano le questioni della laicità e della collocazione internazionale, entrando nel Partito del Socialismo Europeo e nell’Internazionale Socialista.

Queste discussioni, dunque, in vista dei congressi nazionali di DS e Margherita, sono molto utili perché delineeranno il percorso verso il PD, ne correggeranno la rotta, produrranno una serie di documenti di cui i congressi nazionali prima, il gruppo costituente che redigerà il manifesto del PD e lo stesso eventuale PD dopo dovranno tener conto.
Ma a margine dei congressi dei singoli partiti, sia in Italia che all’estero, si discute anche nella società civile, nel mondo dell’associazionismo e di semplici cittadini o simpatizzanti.
Da parte mia, dunque, per il ruolo che ricopro, partecipo a questo dibattito in maniera ufficiale dall’interno del partito, ma ho l’esigenza di discuterne anche fuori dall’ufficialità e sentire le voci più diverse, dalle quali spesso arrivano osservazioni e giudizi più distaccati e spesso originali, oltre che ottime intuizioni.
Per questo invito tutti quelli che lo vorranno a scrivere liberamente i propri commenti sui temi che di volta in volta proporrò, naturalmente accettando anche consigli e suggerimenti.

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sabato 20 gennaio 2007

Perché il blog

Cos'é?
Un blog è una sorta di diario virtuale sul quale, con una certa periodicità, il blogger (che poi sarei io) scrive i suoi post (ciò che state leggendo) per lanciare una discussione aperta su un determinato argomento.

Perché?
Ho creato questo blog per tentare l'esperienza di discutere con i miei amici e con chi ne ha voglia su alcuni argomenti che mi stanno particolarmente a cuore e che, a volte, sono o saranno argomenti dell'agenda mediatica nazionale.

Dunque?
Invito i miei amici e tutti coloro che ne avranno voglia, per il tempo che questo blog esisterà - che non so ancora quanto lungo - a intervenire nelle discussioni che di volta in volta proporrò, cercando di lasciar spazio anche a suggerimenti su nuove discussioni.

Però?
Trattandosi di una sorta di diario privato, ma allo stesso tempo pubblico, condiviso e privo di filtri, senza alcunché di ufficiale o istituzionale, invito tutti, per quanto possibile, a evitare l'anonimato. Mi piacerebbe, infatti, riuscire a creare uno spazio all'interno del quale riflettere tutti, pacatamente, su argomenti che hanno un comune interesse. Nulla per cui qualcuno debba parlare nascondendosi, ma un'agorà, una piazzetta di paese dove la domenica mattina un gruppetto di amici e passanti possano scambiarsi qualche idea.Grazie a tutti.

Mi presento

Sono nato a Crotone il 28 gennaio 1973. Ho vissuto a Caccuri fino alla fine delle scuole superiori e poi mi sono iscritto all'Università a Roma. Mi sono laureato in Lettere Moderne con una tesi sui rapporti tra letteratura e canzone italiana d'autore, nello specifico su De André, Guccini e De Gregori. Al mio relatore devo il fatto di avermi fatto rinascere la passione per lo studio e la lettura, e di avermi fatto capire che tutto ciò può diventare passione, impegno sociale e politico per trasformare la ricchezza della cultura in patrimonio (anche monetario) collettivo.

La mia passione per la politica, tra l'altro, è stata assai precoce, nata fin da bambino nella sezione del PCI del mio paese, molto attiva e vivace soprattutto negli anni Settanta e Ottanta.Assemblee pubbliche, riunioni di caseggiato, Arci, Fgci, Federazione di Crotone, grandi manifestazioni a Roma, l'annuale Perugia-Assisi per la Pace, feste de l'Unità di paese e nazionali.

Dopo la laurea a Roma, mi è capitata l'opportunità di collaborare col più prestigioso dei Dipartimenti del mio partito, quello Internazionale, da sempre fiore all'occhiello del PCI prima e del PDS e DS poi. Eravamo alla fine degli anni Novanta e durante la prima esperienza di Governo del mio partito, con tutto quello che ne è seguito.
Da quel momento in poi, il mio impegno è diventato sempre più forte e appassionante, fino a indurmi a lasciare sia il lavoro che facevo che le altre attività che pur amavo per dedicarmi a tempo pieno all'attività politica. In particolare ho lavorato e lavoro alle questioni che riguardano gli italiani all'estero e l'internazionalizzazione dell'Italia.

Attualmente sono Vice Responsabile nazionale dei DS all'estero. Ho collaborato con alcune agenzie di stampa, giornali e portali internet occupandomi sia di politica che di cultura e di musica (a volte facendo coincidere le cose in vere iniziative o dibattiti pubblici), soprattutto recensendo dischi dei cantautori italiani anche attraverso interviste dirette che mi hanno permesso, in alcuni casi, di fare amicizia con alcuni di loro.

Posso solo dirvi, per chiudere questa mia presentazione, che considero Fabrizio De André un genio della parola e un uomo di grandissima sensibilità, Guccini un intellettuale fuori dagli schemi e grande maestro di vita e De Gregori un artista illuminante capace di arrivare contemporaneamente e con immediatezza alla testa e al cuore di ognuno di noi.
Penso, inoltre, che Gramsci e Pasolini siano state, nella loro diversità, le menti più lucide del Novecento, entrambe uccise dallo stesso assurdo potere e dalla stessa assurda paura e cultura.