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venerdì 5 giugno 2009

Perché votare Partito Democratico

Oggi e domani si vota in Europa per il rinnovo del Parlamento europeo. Un passaggio importante per il rilancio del processo di Barcellona, per la costituzione di una nuova maggioranza europea di centrosinistra e per la definizione di una forte idea di Europa politica e sociale.
Un passaggio importante anche per le questioni che riguardano gli italiani in Europa: riconoscimento della doppia cittadinanza fino al successivo traguardo della piena cittadinanza europea; scolarizzazione dei discendenti degli italiani all’estero; sicurezza e ammortizzatori sociali; integrazione; omogeneità nell’esercizio dei diritti politici.

E' importante partecipare. E' importante votare. E' importante votare Partito Democratico: l'unico partito italiano con un profilo da sempre realmente europeo e internazionale e capace di lavorare sull'internazionalizzazione, sul multilateralismo e per il progresso, senza dimenticare mai gli strati più deboli delle società.

C'è bisogno di un'Europa forte e che parli con una voce sola. C'è bisogno di partiti e di persone che si impegnino per questo. Il Partito Democratico sarà una garanzia.

martedì 26 maggio 2009

Scegli i candidati che lavorano anche per gli italiani all'estero

Voglio segnalare i candidati del PD nelle cinque circoscrizioni elettorali italiane che hanno già dimostrato in passato un forte impegno per gli italiani all'estero e quelli nuovi che vogliono interessarsi a questi temi se saranno eletti.
Alcuni di questi hanno già scritto e spedito per posta agli italiani in Europa un loro pieghevole, che arriverà agli elettori tra qualche giorno.
Per rafforzare, quindi, la presenza di eletti al Parlamento europeo che seguono le tematiche che riguardano gli italiani all'estero, ti chiedo di dare a loro, nella tua circoscrizione, il tuo voto di preferenza e di far circolare questi nomi tra i tuoi amici e conoscenti.


Circoscrizione Italia Meridionale (Abruzzo-Molise-Campania-Puglia-Basilicata-Calabria) vota Pittella, Pagano, Lavarra

Circoscrizione Italia Centrale (Toscana-Umbria-Marche-Lazio) vota Gualtieri, Marini, Laurelli

Circoscrizione Italia Nord-Orientale (Veneto-Trentino alto Adige-Friuli Venezia Giulia-Emilia Romagna) vota Vecchi

Circoscrizione Italia Nord-Occidentale (Piemonte-Lombardia-Liguria-Valle D'Aosta) vota Panzeri
Circoscrizione Italia Insulare (Sicilia-Sardegna) vota Tripi

P.S. Ricordo a tutti che, contrariamente alle vecchie disposizioni, quest'anno la nuova normativa prevede che si possano esprimere massimo tre (3) preferenze per ogni circoscrizione, anche se alcuni siti istituzionali ancora non hanno aggiornato le loro indicazioni.

mercoledì 20 maggio 2009

Rilanciare il rapporto con le comunità italiane all'estero

Oggi mi ha inviato la sua lettera aperta agli italiani all'estero Gianni Pittella, candidato alle elezioni europee nella lista del Partito Democratico nella Circoscrizione Sud.
Come Luciano Vecchi, conosco molto bene anche Gianni, con il quale ho lavorato per molti anni e con il quale ho condiviso, insieme anche a Norberto Lombardi e Antonella Orlacchio, la bellissima esperienza delle prime elezioni politiche tra gli italiani all'estero del 2006. Elezioni che tutti immaginavano come il trionfo di Tremaglia, ma che hanno palesato la schiacciante vittoria della Sinistra all'estero: molto è stato allora merito di Gianni.
Allora Gianni era già parlamentare europeo, ruolo che svolgeva, come fa ancora oggi, con grande passione, impegno e competenza, senza farsi distrarre dalle sirene della politica nazionale e sempre con uno sguardo attento alle questioni che riguardano gli italiani all'estero.
Credo, quindi, che per il lavoro fatto e per quello che dovrà ancora fare verso i nostri connazionali in Europa, anche a lui debba andare la fiducia degli elettori che in Europa hanno scelto di votare per le liste italiane e che sono originari della Circoscrizione Sud.
Di seguito pubblico la lettera che mi ha inviato Gianni, che vi consiglio di leggere.


Lettera aperta ai cittadini italiani residenti in Europa
Di Gianni Pittella, Europarlamentare e Capogruppo PD nella delegazione italiana al PSE e candidato del PD alle elezioni europee nella circoscrizione Sud

Le elezioni del 6 e 7 giugno rappresentano un passaggio importante sia per l’Europa che per il futuro dell’Italia.
In palio c’è la possibilità di assegnare all’Europa un ruolo da protagonista nella politica globale in una fase in cui la comunità internazionale deve dare risposte forti, condivise e globali alla crisi economica mondiale che sta mettendo in ginocchio le economie nazionali.
Oggi, anche grazie all’atteggiamento e alle politiche americane del Presidente Obama, l’Unione Europea nel suo insieme può superare la politica di subalternità alle logiche e agli interessi dell’Amministrazione americana e rivendicare con orgoglio i valori della cooperazione, del dialogo, della democrazia, della tolleranza religiosa, che affondano nella migliore e antica tradizione europea.
D’altronde, se l’Unione Europea è forte e rivendica con orgoglio la propria identità, i propri mezzi e il proprio sistema politico, non potrà che essere oggi, con la nuova amministrazione americana, l’alleato più efficace e utile degli stessi Stati Uniti. La sonora sconfitta dei Repubblicani americani e l’ormai definitivo superamento della loro politica, ci confermano che solo un rinnovato e solido multilateralismo può garantire politiche di pace, prosperità ed equità economica globale.
Queste elezioni, quindi, sono importanti per l’Europa, per il mondo e per la stessa politica italiana.
Arrivano, infatti, nel pieno della crisi economica mondiale e dopo che il Governo della Destra non ha ancora fatto nulla di significativo per contrastarla.
La nostra economia, a causa di questa mancanza di interventi efficaci, riporta i peggiori dati degli ultimi trent’anni: cosa che non è successa in nessun Paese europeo. Si continua, dunque, a perdere posti di lavoro (soprattutto tra i giovani e le persone di mezza età), a veder precipitare il potere d’acquisto delle famiglie e a non riuscire a tutelare e dare assistenza agli anziani e ai pensionati.
Solo gli interessi personali del Premier sono stati tutelati.

Certo, il voto europeo non è un voto contro questo Governo, ma l’esito delle elezioni europee dovrà servire anche per evidenziare le carenze di questo esecutivo e spingerlo a fare di più, soprattutto per quegli italiani all’estero che nell’ultima Finanziaria sono stati i più penalizzati dai tagli ai loro capitoli, soprattutto assistenza e lingua e cultura, fino a vedersi negare persino il voto per il rinnovo dei Comites e del CGIE: quel CGIE, invece, che negli ultimi anni ha fatto un ottimo lavoro verso le nostre comunità soprattutto per e con i giovani italiani nel mondo.
Il Partito Democratico, inoltre, si presenta a queste elezioni come una grande novità della politica italiana. Come un partito sintesi delle grandi tradizioni democratiche, riformiste e progressiste italiane: la naturale evoluzione della lista unitaria presentatasi nel 2004. Un novità che ha già modificato concretamente il sistema politico italiano e che porterà grandi novità anche nelle famiglie socialiste, progressiste e democratiche europee, con le quali già lavora attivamente.
Se questo sforzo sarà premiato, come io credo accadrà, anche dagli italiani all’estero, che vivono quotidianamente la realtà europea e una politica di contenuti, stabilità e semplificazione politica, avremo la conferma che la strada intrapresa dal PD è giusta, che abbiamo fatto bene a privilegiare gli interessi comuni rispetto alle convenienze di parte.
Infine, penso vada ribadito che queste elezioni hanno una particolare importanza anche per tutti gli italiani che vivono in Europa.

In passato, da responsabile di partito per gli italiani all’estero e come parlamentare europeo, ho spesso ricordato in più sedi il notevole e qualitativo contributo che le comunità italiane all’estero hanno dato all’immagine dell’Italia in Europa e nel mondo.
Ho ripetutamente criticato come a lungo vi sia stata una scarsa attenzione delle nostre istituzioni a queste comunità. Con i vari Governi di centrosinistra abbiamo ottenuto grandi risultati verso questo mondo: dalla modifica costituzionale che ha introdotto la Circoscrizione estero con i primi governi de l’Ulivo, all’aumento di risorse con l’ultima Finanziaria del Governo Prodi. Ma non abbiamo certo finito, anche perché i pesanti tagli dell’ultima Finanziaria del Governo Berlusconi hanno interrotto un cammino positivo nella valorizzazione delle nostre comunità e messo pericolosamente a rischio il rapporto tra di esse e l’Italia, incrinando anche la fiducia dei nostri connazionali nel mondo verso il proprio Paese d’origine.
Nostro compito, anche e soprattutto in Europa, diventa oggi, quindi, quello di dare nuova fiducia agli italiani all’estero e metterli nelle condizione di risentirsi ancora parte di una comunità e di un paese.

Dalle nostre comunità deve tornare, soprattutto ora che gli sbarchi e i rimpatri nel nostro Paese ci ricordano i problemi dell’emigrazione e dell’integrazione, un monito e una lezione a non avere paura dell’altro, del diverso, dell’immigrato.
Anche in queste nuove politiche di civiltà il segnale che arriverà dal voto degli italiani in Europa servirà a consolidare quella rinnovata sintesi tra i valori che hanno ispirato e mosso la nascita del Partito Democratico e a rilanciare il rapporto con le comunità italiane all’estero che rappresentano un grande patrimonio di cultura, esperienza, solidarietà e competenza.
Per tutti questi motivi chiedo a voi e a tutti gli italiani in Europa che riuscirete a raggiungere e che hanno optato per votare le liste italiane, un voto per il Partito Democratico e per la mia persona nella Circoscrizione Sud (Abruzzo, Campania, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria). Un voto che mi consenta di continuare a sostenere queste politiche come ho fatto negli anni passati al partito e nel Parlamento europeo. In questi anni ho creduto e operato in favore delle comunità italiane all’estero. Spero quindi che oggi vogliate confermarmi la vostra fiducia per continuare a farlo con sempre maggiore slancio e partecipazione.

Grazie a tutti
Gianni Pittella

lunedì 18 maggio 2009

Le persone prima di tutto

Alle elezioni europee è candidato nella lista del Partito Democratico Luciano Vecchi (Circoscrizione Nord-Orientale).
Conosco bene Luciano da molti anni e ho avuto modo di apprezzare il lavoro da lui fatto con grande competenza, costanza e serietà al partito e in sede europea sulle questioni internazionali, riuscendo sempre a intrecciarle con quelle degli gli italiani all'estero, che pure ha seguito direttamente in passato come Responsabile per le politiche estere dei DS. Per questo ti chiedo di leggere la lettera che ha inviato agli italiani in Europa e, se sei originario del Nord-Est, dare a lui un tuo voto di preferenza.


Cari amici,
sono Candidato alle elezioni europee nella lista del Partito Democratico, nella circoscrizione “Italia Nord-orientale”, che comprende Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige.
Ho dedicato gran parte della mia attività politica per affermare i diritti degli italiani residenti nei Paesi dell’Unione Europea e del mondo.

Come Deputato al Parlamento Europeo (1989-1999), da responsabile esteri dei DS (fino al 2007) e poi da coordinatore del dipartimento internazionale del Partito Democratico sono stato costantemente in rapporto con le nostre comunità italiane nel mondo e mi sono impegnato a rappresentare le loro istanze e aspirazioni.
È un impegno che intendo continuare a svolgere se, grazie anche al vostro sostegno, verrò eletto al Parlamento Europeo nelle prossime elezioni europee.

Potrete trovare notizie sulla mia attività e le mie proposte sul sito internet http://www.lucianovecchi.eu/
Mi permetto di indicarvi di seguito alcune idee e proposte sugli italiani in Europa.
Sperando di potere godere del vostro sostegno, vi formulo i più fraterni saluti.

On. Luciano Vecchi
Coordinatore internazionale del Partito Democratico
Membro della Presidenza del Partito del Socialismo Europeo
Candidato alle elezioni europee Italia Nord-est

*****

Il PD per l’Europa
Con l’innovativa esperienza politica del Partito Democratico, grandi tradizioni riformatrici, progressiste e democratiche, si uniscono per un’Italia e un’Europa di pace e giustizia, per una stagione di diritti e opportunità.
Il Partito Democratico rappresenta infatti il vero fatto nuovo della politica in Italia e un’esperienza originale nel Parlamento europeo. Vuole sviluppare la partecipazione democratica, avviare concretamente una profonda svolta in Italia e nel Continente.
Lavoriamo per arrivare a una cittadinanza europea in grado di riconoscere a pieno i diritti sociali e civili per i quali i migranti nei paesi dell’Unione si stanno battendo da decenni, senza differenze tra immigrati comunitari o extracomunitari.
Insieme alle forze socialiste, progressiste e democratiche europee possiamo fare dell’Europa un protagonista di pace, di incontro di religioni e culture diverse e un laboratorio di giustizia sociale proprio in un periodo di grave crisi economica mondiale.

Il mio impegno per gli italiani in Europa
Sono molti gli italiani che vivono nei diversi paesi europei: pensionati, lavoratori, ricercatori, studenti. E diversi sono i loro problemi.
In alcune realtà continentali ancora oggi i cittadini italiani, anche se nati in loco, subiscono le pratiche di espulsione quando hanno problemi con la giustizia.
I figli dei nostri connazionali spesso vengono collocati nelle scuole differenziali, vedendosi costretti alla sola prospettiva del lavoro manuale.
Il loro legame e rapporto con l’Italia rischia sempre di più di sfilacciarsi, mentre io penso vada mantenuto e valorizzato.
Sono poi molti gli italiani in Europa che, in un periodo di crisi economica come quello che stiamo attraversando, oggi hanno sono rimasti senza lavoro, ed essendo spesso persone di mezza età hanno difficoltà a ritrovarlo. Gran parte degli anziani e pensionati ha visto precipitare i propri standard di vita e i propri diritti all’assistenza.
Per questo penso ci sia bisogno di un sostegno maggiore e di una più forte protezione sociale che evitino di lasciar sole queste categoria di italiani utili sia all’Italia che all’Europa.

Come parlamentare del Partito Democratico seguirò con attenzione queste situazioni e mi impegnerò a fondo per trovare le soluzioni migliori.
Non sottovaluto mai che dall’Italia, nell’ultimo secolo, sono partiti per l’Europa milioni di nostri concittadini. Conosco bene l’importanza che essi hanno avuto per l’Italia in passato e quella di avere ancora oggi circa due milioni di nostri connazionali all’interno dei paesi dell’Unione.
La storia dell’emigrazione italiana, purtroppo ricca anche di tragedie (l’affondamento della nave Sirio, Marcinelle, Monongah, Mattmark e tante altre), è un monito al fatto che l’Italia e l’Europa, da terre di emigrazione, si sono trasformate in luoghi di immigrazione.

Nelle scorse legislature, il Centrosinistra al governo in Italia ha già realizzato la modifica della Costituzione, introdotto la Circoscrizione estero e il voto per corrispondenza, organizzata la prima Conferenza degli italiani nel mondo, il primo incontro dei Parlamentari di origine italiana, ha recuperato risorse importanti a sostegno delle esigenze delle nostre comunità, dell’assistenza e della diffusione della lingua e cultura italiana nel mondo, purtroppo vanificate e annullate dall’ultima Finanziaria del Governo Berlusconi.
Un impegno, il nostro, che si è concretizzato anche in Europa nelle passate legislature: oggi, infatti, grazie all'iniziativa dei nostri parlamentari europei, molte risorse del fondo sociale vengono dirottate a un partenariato economico tra gli enti locali italiani e le nostre comunità all’estero.

Ma nella prossima legislatura dovremo ancora potenziare l’attività di scolarizzazione dei discendenti degli italiani all’estero mediante l’insegnamento della lingua e della cultura italiana. Anche come strumento di sostegno per l’apprendimento delle lingue locali.

Dovremo impegnarci per eliminare lo strumento illegittimo di espulsione degli italiani ancora praticato in alcune realtà europee, nonostante esso contrasti con i principi fondanti dell’Unione. Occorrerà, in attesa dell’istituzione della cittadinanza europea a cui guardiamo come traguardo del nostro percorso, operare perché gli Stati membri che ancora non l’hanno fatto, riconoscano la possibilità di avere la doppia cittadinanza a coloro che ne hanno i requisiti.
Dovremo sviluppare programmi comunitari a sostegno delle iniziative di accoglienza di giovani italiani dell’Unione nelle loro regioni e città di origine e quelli che mirano a un’opera costante di formazione e riqualificazione professionale.

Diverrà prioritario anche ricostituire una base di sicurezza e ammortizzatori sociali che sappia guardare anche alla mobilità di cittadini, lavoratori, ricercatori e migranti nei paesi dell’UE, insieme a un chiaro sistema di norme a sostegno della piena integrazione multietncia, multiculturale e multireligiosa.

Dovremo operarci per creare un sistema di raccordo organico tra le istituzioni comunitarie e le regioni su programmi ad hoc che contemplino anche la questione del ritorno dei migranti nel Paese d’origine.
Sarà anche necessario creare le condizioni per avere un’omogeneità nell’esercizio dei diritti politici nei paesi di residenza (sia al livello locale che regionale e nazionale) e allargare la partecipazione anche agli immigrati extracomunitari.

Io, naturalmente, mi impegnerò in questa direzione anche con una campagna di informazione tendente a evidenziare l’importante ruolo dei migranti e degli italiani all’estero come risorsa strategica per le economie italiana ed europea.

Luciano Vecchi

giovedì 12 febbraio 2009

Firma per l'Erasmus Universale

Vi segnalo un importante appello in direzione dell'integrazione e di una nuova cittadinanza europea. Spero vogliate aderire tutti e farlo circolare tra amici e conoscenti. Grazie!


Il 14 febbraio 1984 il Parlamento europeo adottava il progetto di Trattato sull'Unione europea presentato da Altiero Spinelli. Dopo 25 anni, nel giorno di San Valentino, noi giovani europei che "amiamo" l'idea di un'Europa sociale, democratica e unita, riaffermiamo la nostra adesione agli obiettivi dei padri fondatori e a quelli del progetto Spinelli.
C'è una nuova generazione che crede nel processo di integrazione e che guarda all'Europa per affrontare con successo le nuove sfide globali con le quali ci misuriamo quotidianamente. Negli ultimi anni i referendum in Francia, Olanda e Irlanda mostrano come l'Unione europea non abbia il sostegno popolare necessario. Questi segnali indicano che l'azione dell'Ue non è percepita come efficace e non è compresa, né condivisa dai cittadini.
Per credere nel progetto europeo è necessario toccarlo con mano. Vivere l'Europa, viaggiare in Europa, studiare l'Europa, lavorare in Europa è il modo migliore per partecipare alla costruzione del progetto democratico più rivoluzionario del mondo. Unire pacificamente popoli diversi, un tempo nemici. In questo disegno i giovani devono essere i protagonisti. Tutti i giovani.

L'Ue da tempo promuove programmi di scambio per i giovani. Tra questi il programma Erasmus che permette di fare una esperienza all'estero agli studenti universitari, è il più conosciuto. Molti altri programmi nei settori dell'educazione formale, non-formale e del volontariato promuovono la mobilità giovanile. Allora, qual è il problema? Sono 90 milioni i giovani tra i 16 ed i 29 anni che vivono nei 27 Stati membri dell'Ue. Ma quanti tra questi partecipano ogni anno ai programmi di scambio dell'Ue? Trecentomila (300.000).
Non vogliamo l'Europa delle élites!

In Europa non mancano gli strumenti per cambiare le cose, ma la volontà politica di chi ci governa. Offriamo a tutti i giovani la possibilità di vivere l'Europa di fare un'esperienza in un altro Stato dell'Ue, presso un ente locale, un'impresa, un'associazione, una università. In questo modo crescerà una generazione di cittadini europei con le competenze necessarie per affrontare il mercato del lavoro e il confronto con l'altro in una società multietnica. Quello che serve è una semplificazione delle procedure, un sistema d'informazione capillare e soprattutto che la UE spenda meglio i soldi che ha.
Se vuoi che la mobilità dei giovani in Europa sia un diritto per tutti e non per pochi firma il 14 febbraio l’appello per l’Erasmus Universale!
Universale perché tutti possano farlo.
Universale perché lo si possa fare in tutti i settori della nostra formazione

Firmate anche voi collegandovi al sito http://www.universalerasmus.eu e inserendo "nome e cognome", "Stato di residenza" ed "E-mail".
Oppure inviando a me gli stessi dati.

Hanno già aderito all'iniziativa, promossa da Giacomo Filibeck (presidente dei giovani del PES), gli onorevoli Massimo D'Alema (Presidente della Fondazione ItalianiEuropei) e Gianni Pittella (Capodelegazione del PD al Gruppo PSE del Parlamento europeo).

giovedì 30 ottobre 2008

Decido io: petizione per il mantenimento delle preferenze

Ti prego di utilizzare solo due minuti del tuo tempo per leggere e firmare questa petizione dell'onorevole Gianni Pittella:
la ritengo una delle battaglie più importanti per la democrazia e la possibilità di scegliere i nostri rappresentanti in Parlamento.
Attenendo fiducioso la tua firma e spero che ti adopererai per procurarne e inviarmene altre.
Grazie

Care amiche, cari amici,
considerato che la proposta di riforma della Legge elettorale per le Europee è all’esame dell’Aula della Camera e si registra la chiusura della maggioranza a ogni proposta sostanziale di modifica, ho pensato di intensificare l’iniziativa politica contro il nuovo "porcellum" rilanciando la campagna di mobilitazione "Decido Io". L'iniziativa vede il coinvolgimento di tanti che in modo trasversale ai partiti, vogliono opporsi a questa nuova scellerata proposta.
La testardia con cui l'attuale maggioranza sta difendendo le liste bloccate e lo sbarramento al 5 per cento (assolutamente spropositato rispetto al ruolo del Parlamento Europeo), la chiusura alle proposte di prevedere per legge le primarie e una norma di garanzia per le pari opportunità di genere, sono il segno di un'idea di democrazia plebiscitaria inaccettabile.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso parole forti e chiare rispetto alla necessità di ricercare sulla legge un ampio consenso in Parlamento
, e ha ricordato come nel recente passato siano emerse preoccupazioni condivise circa l'esigenza di salvaguardare il pluralismo politico e di garantire un’effettiva possibilità di intervento degli elettori nella scelta dei loro rappresentanti.
Togliere al cittadino il diritto di scegliere allontana dalla politica, e trasforma la democrazia in un mondo di cooptati. Per questo è necessaria una più ampia mobilitazione perché dal Paese giunga un deciso "NO" alla estensione della "legge porcellum" anche alle prossime elezioni per il Parlamento Europeo.
Propongo a tutti agli amici del gruppo "Primarie vere, primarie sempre" di sostenere questa iniziativa e a mettere in campo un'azione comune.

I punti della campagna di mobilitazione, potrebbero essere:
1. pieno appoggio alla raccolta di firme dell’UDC e del PSI;
2. stampa e diffusione del volantino pubblicato sul sito del gruppo "Decido io" e invio email ai deputati e senatori del centrodestra;
3. richiesta ai Sindaci, Presidenti di provincia e di Regioni di indire un dibattito nella propria assemblea e approvare un odg contro il porcellum europeo da inviare alle massime cariche istituzionali;4. organizzazione sin da ora di banchetti e manifestazioni in tutta Italia per la difesa della "democrazia degli eletti”;
5. sostegno della campagna “primarie vere, primarie sempre”.

Vi chiedo di aderire alla Campagna con la vostra firma e di dare la Vostra disponibilità ad organizzare nei Vostri territori le iniziative previste.

Gianni Pittella

lunedì 20 ottobre 2008

Stai con Saviano o con la camorra?

Si parla troppo spesso delle varie emergenze nel nostro Bel Paese. L'emergenza criminalità a Roma nella passata campagna elettorale per le amministrative o la sempre verde emergenza giustizia, sollevata dalle vicende processuali di "imputati illustri". Da quanto, invece, non si parla di emergenza mafia (o mafie), che mi pare, invece, la vera emergenza d'Italia? Forse perché è un'emergenza orami da così tanto tempo che ci siamo così assuefatti al tema da considerarla una normalità.
Sono convinto che mafia, ndrgangheta e camorra rappresentino un cancro per il nostro Paese, le sue istituzioni, la sua democrazia e la sua economia.
E' per questo, quindi, che ho aderito subito all'appello lanciato da sei premi Nobel (Fo, Gorbaciov, Grass, Montalcini, Pamuk, Tutu) in difesa di Roberto Saviano e per una mobilitazione forte ed efficace dello Stato.
Lo riporto di seguito e vi invito a firmarlo al link che troverete a fine pagina.

"Roberto Saviano è minacciato di morte dalla camorra, per aver denunciato le sue azioni criminali in un libro - "Gomorra" - tradotto e letto in tutto il mondo. E' minacciata la sua libertà, la sua autonomia di scrittore, la possibilità di incontrare la sua famiglia, di avere una vita sociale, di prendere parte alla vita pubblica, di muoversi nel suo Paese. Un giovane scrittore, colpevole di aver indagato il crimine organizzato svelando le sue tecniche e la sua struttura, è costretto a una vita clandestina, nascosta, mentre i capi della camorra dal carcere continuano a inviare messaggi di morte, intimandogli di non scrivere sul suo giornale, "Repubblica", e di tacere. Lo Stato deve fare ogni sforzo per proteggerlo e per sconfiggere la camorra. Ma il caso Saviano non è soltanto un problema di polizia. E' un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini. Con questa firma vogliamo farcene carico, impegnando noi stessi mentre chiamiamo lo Stato alla sua responsabilità, perché è intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008.
Dario Fo
Mikhail Gorbaciov
Gunther Grass
Rita Levi Montalcini
Orhan Pamuk
Desmond Tutu
".

Per firmare l'appello clicca qui.
P.S. Voglio dedicare anche un breve pensiero a Vittorio Foa, la cui morte rappresenta per la Sinistra italiana la perdita di un importante punto di riferimento in un momento decisivo in cui c'è bisogno proprio di ridiscutere il ruolo storico che essa ha avuto nel Novecento e che dovrà avere nel nostro secolo.

lunedì 14 gennaio 2008

Come aderire all'appello

Cari tutti,
vi informo che è in rete il blog "laicità e civismo", il blog ufficiale dell'appello sulle questioni della laicità e dei diritti della persona.
Chi vuole aderire, dunque, può collegarsi attraverso l'indirizzo http://www.laicitaecivismo.it/ e mandare una mail all'indirizzo info@laicitaecivismo.it con scritto "aderisco. Nome e cognome".
Fatelo presto e numerosi.
Grazie

venerdì 11 gennaio 2008

Perché l’appello su laicità diritti e cittadinanza

Sarò un po' lungo, ma vi prego di arrivare in fondo e scrivere come la pensate.

Mercoledì scorso è uscito su l’Unità un appello sulle questioni della laicità e dei diritti che sarà la base di discussione di un futuro seminario aperto che si terrà a febbraio su questi stessi temi. Alle molte e autorevoli firme che lo promuovono ho osato aggiungere (scusate se stona un po’) anche la mia, in uno spirito di servizio nei confronti degli italiani all'estero che sui temi affrontati dal documento hanno molto da dire.
Nell’ultimo anno, in tutti gli incontri politici a cui ho partecipato all’estero, dal congresso dei DS alla campagna per le primarie, in questi temi (insieme alla collocazione politica internazionale del PD) finiva per essere individuato il vero nodo identitario del futuro PD.

La cosa che più mi colpiva era la naturalezza con la quale i nostri connazionali all’estero vivevano nei propri paesi di residenza certe scelte legislative o semplicemente certi stili di vita e la difficoltà di capire perché in Italia (e ancor più nel PD) questi argomenti diventassero sistematicamente l'oggetto di discussioni infinite e di scelte/non scelte incomprensibili: per loro il carattere laico di un partito, il riconoscimento di diritti e doveri per i conviventi (omosessuali e non) erano elementi di un'idea di cittadinanza e di politica acquisita da tempo.
Non è mai stato facile, per me, spiegare il dibattito, a volte aspro, che questi temi sollevavano all'interno del costituendo PD.
Oggi, dunque, che non è più rinviabile il tempo delle scelte su questi temi, io ho fatto la mia e, sono sicuro, molti democratici all’estero vorranno e dovranno fare la loro. Per questo vi propongo di seguito il testo dell’appello chiedendovi di leggerlo con attenzione e di darmi un parere sincero.

In pochissimi giorni e sfruttando il solo passaparola questa lettera, immaginata da alcuni di noi per promuovere un seminario aperto, è stata condivisa da un centinaio di persone. Altre hanno chiesto di conoscere il testo. Quello attuale è dunque un primo elenco di firme. Ringraziamo l’Unità per la sua attenzione che speriamo consentirà ad altre e altri di aderire all’iniziativa.

Si discute molto di laicità, diritti civili e temi ‘eticamente sensibili’. Lo si fa sui giornali, con saggi, nelle istituzioni, nei partiti. Lo fanno le religioni. Lo fa la Chiesa cattolica. E ovviamente la politica. Dico, Cus, testamento biologico, fecondazione assistita, interruzione volontaria della gravidanza, rispetto dell’orientamento sessuale e lotta all’omofobia, il grande capitolo della convivenza: da mesi sono alcuni temi del confronto politico e pubblico. Per molte ragioni è una discussione inevitabile. Quegli argomenti, infatti, alludono a domande di “senso” fondamentali per la democrazia e per l’autonomia della politica. Per classi dirigenti che sentano l’onere di contribuire a una nuova etica pubblica. Questa discussione ovviamente accompagna, e per certi versi scandisce, la nascita del Partito Democratico. Ne interroga scelte e cultura politica. Pensiamo sia una riflessione strategica per l’avvenire del progetto. E però scorgiamo una sovrapposizione di concetti che ci preoccupa. Il punto è che si scambia di frequente la richiesta di legittimi diritti civili per tematiche etiche. L’effetto è che l’estensione arbitraria, o comunque non sufficientemente argomentata, della sfera eticamente sensibile rende più confusa la discussione e la ricerca di un approdo condiviso anche dentro il centrosinistra. A questa difficoltà se ne somma una seconda legata al processo costituente del Partito Democratico. La riassumiamo così. Quale dev’essere, o può ragionevolmente diventare, l’equilibrio tra il pluralismo delle posizioni interne al nuovo partito e la scelta dei principi costitutivi che definiscono oggi la cultura politica delle Democratiche e dei Democratici? Su questo piano manifestiamo la nostra inquietudine. Guardiamo ad esempio con qualche timore a posizioni, certamente minoritarie nel Pd e nella società italiana, che restituiscono all’omosessualità una patente di malattia da curare, concetto abbandonato da tutte le democrazie occidentali anche in seguito alla chiara affermazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Più in generale viviamo come un limite la difficoltà del nuovo partito di elaborare sul terreno della cittadinanza, dei diritti e delle responsabilità del singolo, una chiave indispensabile della propria identità. Il che non equivale all’imposizione di un unico punto di vista su questioni complesse, ma esige appunto un chiarimento sul significato di termini decisivi per il vocabolario e l’azione del Pd, e dunque per la sua idea di progresso e modernità. Ne indichiamo alcuni. I diritti umani e civili. Il valore della persona, la sua libertà e responsabilità. L’autonomia femminile. L’indipendenza e il principio di precauzione della scienza, l’autonomia dei pazienti nella scelta delle terapie come indicato dalla Costituzione. La cittadinanza piena e il contrasto a ogni forma di discriminazione, sia essa di origine etnica, di genere, di appartenenza religiosa o culturale, di orientamento sessuale. Crediamo che questi temi siano determinanti per la crescita civile ed economica dell’Italia e sentiamo il dovere di alimentare questa discussione nel processo costituente del nuovo partito. Intendiamo farlo nel rispetto delle regole che il nuovo statuto definirà. Decideremo insieme se si tratterà di un forum, di un associazione o di altro. Ma è comunque sulla base di un’esigenza di confronto, approfondimento e chiarezza che abbiamo deciso di promuovere un primo seminario su questi temi e sul percorso da avviare nelle prossime settimane.

Barbara Pollastrini, Salvatore Veca, Miriam Mafai, Albertina Soliani, Sergio Staino, Alessandra Kustermann, Gianni Cuperlo, Bianca Beccalli, Carmen Leccardi, Furio Colombo, Ignazio Marino, Carlo Feltrinelli, Andrea Benedino, Valerio Zanone, Stefano Ceccanti, Fabrizio Onida, Francesca Zajczyk, Graziella Pagano, Franca Bimbi, Emilia De Biasi, Ivana Bartoletti, Cini Boeri, Marilena Adamo, Moni Ovadia, Stefano Boeri, Guido Calvi, Luigi Manconi, Tobia Zevi, Mercedes Bresso, Luciano Pizzetti, Salvatore Bragantini, Sergio Lo Giudice, Carlo Fontana, Giovanna Martano, Franca Chiaromonte, Sesa Amici, Stefano Fassina, Michele Rotondo, Marina Calloni, Magda Negri, Maria Fortuna Incostante, Fulvio Tessitore, Elio Matassi, Eva Cantarella, Ferruccio Capelli, Marilisa D’Amico, Carmelo Meazza, Paola Concia, Walter Tocci, Romana Bianchi, Fausto Raciti, Lidia Ravera, Agostino Fragai, Giovanna Borrello, Vittorio Sgaramella, Stefano Passigli, Daria Colombo, Khaled Fouad Allam, Brunella Celli, Alfonsina Rinaldi, Giovanna Rosa, Silvana Giuffrè, Manuela Ghizzoni, Marcella Marcelli, Bianca Gabrielli, Luigi Duse, Tiziana Agostini, Pina Fasciani, Vitantonio Ripoli, Rosanna Abbà, Sara Paladini, Valeria Ajovalasit, Massimiliano Panarari, Roberto Speranza, Antonio Ricci, Matteo Cazzulani, Stefano Draghi, Lucia Codurelli, Cinzia Fontana, Delia Murer, Rosa D’Amelio, Anna Palma Gasparrini, Gabriella Ercolini, Giovanni Colombo, Gianni Pittella, Roberto Cuillo, Susy Esposito, Anna Rossomando, Carole Beebe Tarantelli, Susanna Cenni, Ada Cremagnani, Rosalba Benzoni, Ada Lucia De Cesaris, Francesco Rossi, Eugenio Marino.