venerdì 23 aprile 2010

Quelli che... amano i Panzer Divisionen e disprezzano gli italiani all'estero


Oggi è uscito su La gente d'Italia questo mio articolo.

L’audizione di ieri del Sottosegretario Mantica nella Commissione Affari esteri del Senato, ha messo in luce aspetti molto preoccupanti della sua visione degli italiani all’estero, delle rappresentanze intermedie, dei temi a lui più o meno cari e perfino del suo carattere e approccio istituzionale.
Dai resoconti passati dalle agenzie, viene fuori che a Mantica non importa nulla di questioni quali rete Consolare, che ha smantellato senza cercare alcun dialogo con l’opposizione, lingua e cultura italiana, che ha praticamente azzerato, assistenza – in particolare quella sanitaria in America latina – ridotta al lumicino, corsi di formazione professionale, stampa e informazione, quasi costretto alla chiusura, rapporti con i giovani, per i quali dopo la Conferenza Mondiale non ha fatto nulla.

Sembra gli interessi solo mettere mano ai Comites e al CGIE che, nelle condizioni di cui sopra, dovrebbero essere invece un problema secondario.

Ma soprattutto, ciò che mi ha colpito di quell’audizione, oltre ai contenuti chiaramente espressi dal Sottosegretario, è il tono e le parole usate nei confronti di organismi e rappresentanti istituzionali.
Ha parlato di Comites e CGIE, che sono gli organismi istituzionali più vicini ai cittadini sul territorio, come di “strutture antiche che non rappresentano più niente”. Le ha inquadrate esclusivamente come un costo per lo Stato perché "costano 5 milioni di euro l’anno per il loro funzionamento” (sic!). Vogliamo dire che è un costo che fa ridere, soprattutto se rapportato agli sprechi reali italiani di cui potrei fare un lungo elenco e di cui gode lo stesso Sottosegretario senza batter ciglio?


Dunque, gli organismi di rappresentanza di base non sono luoghi della comunità o risorse, ma costi inutili da tagliare o, per lo meno, depotenziare il più possibile.
Inoltre, ha citato una lettera ufficiale e formale del Segretario Generale del CGIE, Carozza, nella quale, a nome dell’istituzione che rappresenta, chiedeva lumi sulla data delle elezioni dei Comites, suggerendo quella del 2010 come indicato dallo stesso Governo nel suo decreto dello scorso anno.
Mantica ha detto che quelle elezioni si faranno solo dopo che passerà la riforma da lui sostenuta, anche se questa dovesse passare solo nel 2011. E a questo proposito ha affermato di aver “sempre ammirato i carristi dei Panzer Divisionen” e che, basta dargli il tempo, “passa sul cadavere” del Segretario Generale Carozza. Un linguaggio certamente non adatto a un Sottosegretario e a un luogo istituzionale, che ricorda quello dei "bivacchi di manipoli". Trattando con tale disprezzo una persona, Carozza, si disprezza palesemente anche l’istituzione che essa rappresenta e i cittadini italiani che è chiamata a rappresentare dallo Stato italiano. Come se avesse detto che passa sul cadavere del CGIE e degli italiani che questa istituzione rappresenta. Cosa ancor più grave se si considera che – mi sono andato a cercare la lettera del Segretario Generale – dal CGIE era stata fatta una richiesta politicamente e formalmente rispettosa sia del Sottosegretario che del suo Ufficio e in nessun caso erano stati utilizzati i toni che Mantica ha lasciato intendere ai senatori della Commissione Affari Esteri, che non erano a conoscenza della lettera da lui citata.

Sono convinto che un alto rappresentante istituzionale non possa permettersi di trattare il mondo che lui stesso rappresenta o di cui è interlocutore diretto con tale disprezzo, arroganza e disinteresse. In questo caso significa avere disprezzo, arroganza e disinteresse nei confronti di milioni di italiani nel mondo. Non è consentito nemmeno al loro Sottosegretario.

5 commenti:

mario ha detto...

Gli italiani all'estero sono una bella realtà nel mondo, una ricchezza, diciamo un patrimonio; mentre la rappresentanza organizzativa dello Stato italiano nel mondo non è purtroppo in grado di richiamare numerosi interessi. In molti casi ogni italiano all'estero lavora per conto proprio, rappresenta egli stesso un intero Paese. Agli occhi di colleghi, amici e semplici conoscenti questo ruolo assume quasi un compito istituzionale, sebbene l'Italia sia del tutto assente. Le ragioni naturalmente sono molte. Molto spesso quanto succede intorno ad ambasciate e centri culturali d'Italia rappresenta il riflesso di quanto accade in Italia. Non voglio in questa circostanza rendermi solo critico, ma perché non osserviamo con curiosità cosa fanno altri Paesi, e come riescono a far muovere intorno alle loro ambasciate interessi economici e culturali?

Anonimo ha detto...

purtroppo il linguaggio usato dallo sturmtruppenuntersekretar ricorda echi del passato. vogliamo lasciargli passare anche questa?

alfred ha detto...

Caro Eugenio, le posizioni del sottosegretario Mantica sugli italiani all'estero sono molto vicine a quelle dei berlusconiani che, come ben sai, delle comunità italiane all'estero si ricordano solo alla vigilia delle elezioni. Ora, è vero che Mantica viene da An ma anche lui, al pari dei vari La Russa, Gasparri e via elencando, deve salvaguardare la cadrega su cui l'hanno fatto accomodare alla Farnesina, e la ricandidatura nel Pdl alle prossime elezioni. Ricandidatura che dipende dal Cav. Insomma, anche lui è uno dei convertiti sulla via di Arcore. Non c'è che dire: eccone un altro con la schiena dritta.

gino scarfo' ha detto...

credo che commentare certe eresie sia solo una perdita di tempo
qui,bisogna intervenire e subito cercando di far spiegare cosa vuole ,quale e' il suo progetto dopo che avra' "spazzato via" i comites
"sa almeno di cosa sta parlando o bisogna rivolgersi al segretario?...."
e' pazzesco come la destra sempre e comunque abbia tra le sue file persone che poco hanno di competenza(veline gente dello spettacolo,ecc,ecc)e come si esaltano dietro una scrivania ministeriale senza sapere probabilmente di cosa si sta parlando,ormai la popolarita'(voti)
e' piu' importante dellla competenza e sviluppo,come detto pazzesco!
P.S.mio punto di vista invito qualcuno a darmi una difesa credibile...

Andrea ha detto...

A parte le dichiarazioni assurde, varrebbe la pena un momento di sana riflessione su queste rappresentanze. Io sono stato fuori dall'Italia per 10 anni senza sapere neppure dell'esistenza di queste rappresentanze...ma siamo sicuri che ce ne sia bisogno di queste rappresentanze nella forma che hanno oggi ? Guarda caso le ho conosciute cominciando a fare politica nel PD, guarda caso come me il 90% degli italiani recentemente iscrittisi al PD non ne sapevano nulla, guarda caso alla stragrande maggioranza dei compagni sono parse delle rappresentanze usate come merce di scambio o per parcheggiare qualcuno... Ovviamente cambierei volentieri idea se ne vedessi delle prove concrete dell'attivita' di queste rappresentanze. Dai siti web non vedo che fumo...