martedì 7 ottobre 2008

Rubinetto che cola una goccia

Che il futuro per gli italiani nel mondo non fosse roseo si sospettava dai primissimi passi del Governo Berlusconi quando, subito dopo il voto, svanivano le chimeriche promesse elettorali. Tutti ricorderanno la letterina da ‘svolgimento corretto al tema’ dell’allora candidato Berlusconi, con la quale si prometteva tra l’altro il ripristino del Ministero degli Italiani nel mondo: a risultato elettorale acquisito la lettera divenne carta straccia e non solo non si nominò un Ministro, ma nemmeno un Vice ministro e nemmeno un Sottosegretario con delega unica, bensì un Sottosegretario che, tra le mille cose da fare, a tempo perso si sarebbe occupato anche di italiani “del” mondo, come ama definirli.
Questo è solo uno dei segnali di quanto gli italiani all’estero non interessassero a questo esecutivo e a questa maggioranza.
La premiata ditta Berlusconi-Tremonti ha sempre saccheggiato le risorse destinate agli italiani all’estero, al contrario di quanto hanno fatto i Governi del centrosinistra.
Un po’ di storia tanto per capirci.

Nel 1996 fu il Governo Prodi, con l’allora sottosegretario agli esteri Piero Fassino, ad avviare il processo che portò nel 1998 alla modifica costituzionale e all’introduzione della Circoscrizione estero e dei 18 parlamentari residenti ed eletti all’estero.
Fu successivamente il Governo D’Alema a volere il raddoppio del finanziamento governativo alla stampa italiana all’estero (giudicato ancora insufficiente, ma che dava il segnale di una volontà di potenziamento). Eppure non c’erano parlamentari decisivi per le sorti dell’allora maggioranza, ma solo una volontà di valorizzazione di questa risorsa, percepita appunto come tale.
Venne poi il Governo Berlusconi che introduceva il Ministero per gli Italiani nel Mondo, guidato da Mirko Tremaglia.
Come messaggio di benvenuto, nella sua prima Finanziaria, il Governo Berlusconi e l’allora superministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti, con il voto favorevole del Ministro Tremaglia, tagliarono più di 31 milioni di euro per gli italiani all’estero nel bilancio di competenza e più di 43 in quello di cassa. Naturalmente i tagli erano spalmati, in maniera proporzionale e uniforme, su tutti i capitoli di spesa per gli italiani all’estero, nessuno escluso.
L’anno successivo, la Finanziaria stanziò circa 40 milioni di euro, che però non furono nemmeno sufficienti a coprire i tagli dell’anno precedente.

Nella Finanziaria 2003, poi, si ritornò ai tagli: più di 36 milioni per gli italiani all’estero e le politiche migratorie, con particolare accanimento sull’assistenza, per la quale i finanziamenti vennero quasi dimezzati, passando dai 23 milioni per il 2003 ai 13 per il 2004.
Nel 2006, invece, arrivano i parlamentari eletti all’estero e il Governo Prodi.
Si passò da un ministero palesemente inefficace, come dimostrano i tagli testé riportati, a un Vice ministro.
Nella prima Finanziaria della nuova maggioranza, quella per il 2007, definita da tutti gli osservatori di “lacrime e sangue” per l’operazione generale di risanamento che prevedeva, per gli italiani all’estero vennero tagliati solo 16 milioni.
A fronte di questi tagli, però, la stessa Finanziaria prevedeva un investimento di 14 milioni e risorse aggiuntive per 4 milioni. A conti fatti, dunque, in una Finanziaria che tagliava in tutti i ministeri e in tutti i settori, per gli italiani all’estero si prevedevano due milioni in più di investimenti rispetto all’anno precedente. Pochi, certo, ma segnale chiaro di impegno futuro e di inversione di tendenza.

Nella Finanziaria dell’anno successivo, quella per il 2008 (ultima del Governo Prodi), erano inizialmente previsti per gli italiani all’estero tagli per 5 milioni, corretti da un emendamento del Governo che aggiungeva 14 milioni per la Conferenza dei giovani, il Museo dell’emigrazione e l’assistenza diretta.
Arrivarono poi altri 18 milioni con un emendamento dei senatori de L’Unione eletti all’estero che recuperavano, precisamente, 12.500.000 euro per assistenza diretta e 5.500.000 euro per i corsi di lingua e cultura. Un totale, dunque, di 32 milioni di euro di investimenti che, a fronte dei 5 milioni di tagli, presentava un saldo attivo di 27 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente.
Quindi, in due anni e due finanziarie, il Governo Prodi ha destinato 27 milioni di euro in più agli italiani all’estero, lasciando gli investimenti per i nostri connazionali a 82 milioni di euro. Il tutto coerentemente con quanto fatto nei passati governi di centrosinistra e a dimostrazione di un impegno costante in favore della valorizzazione delle nostre comunità nel mondo, seppure compatibile con le esigenze di bilancio.

Oggi, come denunciato dal Comitato di Presidenza del CGIE, con la prima Finanziaria del Berlusconi IV, si precipita di nuovo a 32 milioni di investimenti totali.
Se è vero che dalla storia si possono trarre insegnamenti per il futuro, tanto vale non farsi illusioni, né sorprendersi per quanto sta accadendo. Questo Governo, questo capo dell’Esecutivo, questo Ministro per l’economia e finanze, non hanno mai avuto, né avranno mai interesse a capire, sostenere e valorizzare le nostre comunità all’estero. Dicessero chiaramente ciò che ormai è sotto gli occhi di tutti: per loro gli italiani all’estero non sono una risorsa per il Paese, ma tutt’al più, quando va bene serbatoi di retorica patriottarda e nazionalismo d’antan. Quando va meno bene, magari perché da quelle comunità si levano rivendicazioni legittime e richieste esigenti di attenzione, un fastidio. Per dirla con il Gianmaria Testa che parla di immigrazione, “un rubinetto che cola una goccia”.
Per questo, penso che difficilmente gli auspici espressi in una lettera dal Segretario generale del CGIE, Elio Carozza, al Ministro Frattini, si realizzeranno. A meno di un impegno personale serio, come spesso sa esserlo, determinato ed efficace del Capo della Farnesina in persona.

8 commenti:

silviacasadei ha detto...

Caro Eugenio,

Il tuo articolo è interessante, ma devo migliorare la mia padronanza dei blog e quindi ti ricontatterò a breve.

Ciao!

Silvia

dioniso ha detto...

Tempi duri per noi italiani all'estero!

Un saluto

Massimiliano Raffaele ha detto...

Un documento che può essere utile alla riflessione.

Dal III Rapporto Semestrale

Attività del Vice Ministro agli Affari Esteri
Con delega per gli italiani nel mondo

Sen. Franco Danieli


FINANZIARIA


Nella legge finanziaria 2008, trovano attuazione, per quanto riguarda il Ministero degli Affari Esteri, gli impegni assunti dal Governo nel giugno scorso con il Documento di programmazione economico finanziaria 2008-2010 sia in materia di adempimento degli impegni internazionali e di cooperazione allo sviluppo, sia per quanto riguarda l’adozione di misure concrete di recupero di produttività ed efficacia della rete degli uffici all’estero, nonché per l’aumento delle risorse destinate agli italiani nel mondo.

Già la Finanziaria 2007 aveva previsto un incremento di 24 milioni di Euro per gli interventi in favore delle collettività italiane all’estero. Con la legge Finanziaria 2008 continuano ad aumentare sensibilmente gli stanziamenti per le politiche di sostegno agli italiani nel mondo, nel segno di un’inversione di tendenza tangibile rispetto agli anni passati, strettamente funzionale alla strategia di riassetto e rilancio del Ministero e della rete all'estero. In particolare, l’art. 2 comma 60 reca l’autorizzazione di spesa di 18 milioni di euro per l’anno 2008 a favore delle politiche di sostegno agli italiani nel mondo, mentre il comma 70 autorizza la spesa di 14 milioni di euro per le politiche generali delle collettività all’estero, ivi compresa l’organizzazione della Conferenza dei giovani di origine italiana (2 milioni di euro) e la realizzazione del Museo dell’emigrazione italiana (2,8 milioni di euro).
Le risorse a favore delle nostre collettività all’estero, va chiarito che non si limitano ai 32 milioni (aggiuntivi) attribuiti agli specifici capitoli di bilancio di interesse specifico, ma comprendono più in generale i finanziamenti attribuiti al funzionamento della rete consolare, quantificabili in circa 300 milioni di euro cui vanno aggiunti altri 135 milioni di euro circa relativi alle istituzioni scolastiche all’estero gestite dalla Direzione Generale Programmazione Cultura. La Finanziaria 2008 per il MAE è infatti incentrata su tre principali aspetti: che incidono sostanzialmente sulle modalità in cui servizi e assistenza vengono garantiti ai connazionali all’estero.


1) incremento delle dotazioni finanziarie complessive rispetto al 2007;

2)rafforzamento delle dotazioni organiche del personale di ruolo e a contratto nell'ambito di una riorganizzazione finalizzata ad incrementare la funzionalità degli Uffici;

3) introduzione di strumenti di semplificazione e di autonomia gestionale e finanziaria.


L'importo complessivo assegnato al Ministero degli Affari Esteri per il 2008 è pari a 2.546.132.449 Euro, con un incremento netto di circa 308 milioni di Euro rispetto alla dotazione iniziale del 2007.

Risorse aggiuntive sono state destinate al rafforzamento della rete degli uffici all'estero e sono state inserite norme che consentono alle sedi una maggiore flessibilità gestionale, quali ad esempio il Fondo relativo alle spese per consumi intermedi degli Uffici all'estero, integrato con 45 milioni di Euro per l'anno 2008 e 42,5 milioni a decorrere dall'anno 2009. Su tale fondo sul quale è inoltre convogliato l'equivalente di gran parte degli incrementi delle percezioni consolari, per un importo massimo annuo di 40 milioni di Euro.

E’ infine stato registrato il provvedimento che rende possibile, per le sedi all'estero, fruire direttamente di contributi e sponsorizzazioni per i fini d'istituto.

Operando nella direzione della continua semplificazione degli strumenti gestionali e della crescente ottimizzazione della spesa, il Ministero degli Esteri si prefigge l'obiettivo di conseguire una sempre più efficace tutela dei cittadini e degli interessi dell'Italia nel mondo.

Anonimo ha detto...

nella situazione economica attuale ben vengano quelle misure che mirano a eliminare sprechi e a un migliore utilizzo delle risorse a disposizione ,finalizzate semmai a scopi ben precisi e utili.Invece, bisogna continuare a battersi per l'eliminazione dell'ICI /abitazione principale, anche per gli italiani all'estero,misura profondamente ingiusta e discriminatoria.

Eugenio Marino ha detto...

Cara Silvia, allora benvenuta nel mondo dei blog, sono sicuro che ne avrai presto la padronanza.

@massimiliano: grazie per le ulteriori e utili informazioni. Sono dati che sicuramente serviranno ancora.

@anonimo: sono benvenute le misure tendenti a "eliminare sprechi", ma questi tagli, anzicché gli sprechi (che pure resteranno), eliminano l'intero mondo degli italiani all'estero. Paradosso è con i tagli agli italiani all'estero e con l'imposizione a loro dell'ICI, viene parzialmente trovata copertura finanziaria per l'abolizione dell'ICI agli italiani in Italia.

Carla73s ha detto...

certo che messa così la notte appare proprio buia. baci

Francesca ha detto...

caro anonimo, ma hai voglia di scherzare? i tagli di cui si parla per te sono davvero eliminazione di sprechi? come la garantisci l'assistenza e il sostegno alla lingua e cultura italiana con queste risorse?
dai dimmi che la tua è SOLO una simpatica provocazione.
Fr.

Eli ha detto...

OT
Quando hai tempo e voglia, vieni a fare il ministro :-D
http://bolledaorbi.ilcannocchiale.it/2008/10/19/giochiamo.html